Rovereto: un Natale tra storia, cultura e mercatini…

Vivere lo spirito del Natale in una città d'arte e storia nel cuore del Trentino

Nel cuore della Valle dell’Adige, in Trentino, è adagiata Rovereto, un centro storico-artistico che rievoca ancora l’ombra  della Grande Guerra del ’15-’18, in contrasto deciso con l’incantevole atmosfera veneziana tra il Rinascimento e il Settecento…

Già dal castello  situato nel centro di piazza Podestà, il palazzo Pretorio dove ha sede il Municipio, si comprende l’importanza monumentale di Rovereto. Il primo nucleo fu costruito dai conti Castelbarco tra il XIII° e il XIV° sec., e venne ampliato successivamente. Il castello rappresenta una delle più interessanti fortificazioni alpine in stile tardo medioevale.

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Parallelamente si sviluppò il centro storico della città, sotto la dominazione di Venezia. E’ necessario anche andare a visitare l’Ossario di Castel Dante, sulla cima del  colle, da cui si abbracciano con lo sguardo i tetti dei nobili palazzi, la Vallegarina, i dolci declivi dei monti…Qui si rende onore ai dodicimila soldati italiani e austro-ungarici, che morirono su fronte italiano  durante la Prima Guerra Mondiale. Tra essi si trovano anche le spoglie degli irredentisti(quelli che essendo e volendo essere italiani, ma trovandosi oltre il confine austriaco, cercavano di passare al di qua e di far passare i loro  compatrioti, a rischio della vita…), come Fabio Filzi e Damiano Chiesa, mentre un monumento è stato posto  in onore al generale Guglielmo Pecori Giraldi della 1a Armata che nel 1916 sbarrò l’offensiva austriaca.

 Il percorso della Grande Guerra prosegue con la stele in onore  ai caduti austro-ungarici e quello che rende omaggio al corpo degli Alpini, che ebbero una grande parte nel conflitto. A tale riguardo  ogni sera i cento rintocchi della Campana ai Caduti ricordano i morti di tutte le guerre, e chiedono pace per il mondo intero, una preghiera ancora più sentita in questo periodo natalizio, la festa che per tutti dovrebbe rappresentare serenità e gioia, ma così purtroppo non è.

Interessante è scoprire il centro storico di Rovereto, passeggiando lungo le vie del centro, che evocano le diverse epoche storiche della città: dalle mura medioevali di Castelbarco si passa al dominio della Repubblica di Venezia nel palazzo del Podestà, per passare ai salotti dei palazzi settecenteschi di Corso Bettini: a questo periodo risalgono anche i Filatoi di Roggia Paiari, uno storico edificio composto da sei filatoi sorti  tra il 1700 e il 1750 nel quartiere di S.Maria, così come il palazzo Piomarta, in passato la sede del Liceo Ginnasio Antonio Rosmini, che qui nacque, e dell’Ist. Tecnio -commerc., la Scuola Reale Elisabettina, che oggi ospita, proseguendo la tradizione culturale, i corsi dell’Università di Trento, o palazzo Annona, sede delle biblioteche universitarie.

Alla eleganza dello stile settecentesco , si aggiungono particolari come le magnifiche arcate e decorazioni  dell’Accademia Roveretana degli Agnati, dove iniziarono ad avanzare le nuove idee illuministiche, quelle del palazzo Del Ben Conti d’Arco o della Cassa di Risparmio  in piazza Rosmini, che pure si distingue per le belle ampie arcate che creano dei profondi loggiati, e le belle finestre anch’esse ad arco. La sua chiesa più importante è la chiesa arcipretale di S.Marco , una delle più storiche della città, in stile barocco. Più antica appare la chiesa di S.Niccolò, il patrono della città. Dalla riva del fiume, dove fu costruita inizialmente, fu alzata per costruire un ponte. Al suo interno si trovano la tela del “Transito  di S.Giuseppe” e la pala di S.Nicola di Bari.

In onore del patriota Cesare Battisti fu costruita la Fontana di Nettuno,ma la più bella, collocata al centro di piazza Rosmini e dei bei palazzi ad arco, è la fontana omonima, qui posta sostituendo la statua che è stata invece trasportata davanti alla sua  casa. Il suo getto d’acqua  è alto tre metri. Antonio Rosmini, che nacque a Rovereto nel 1757, fu filosofo, teologo e presbitero. Ebbe una profonda amicizia con Alessandro Manzoni, che di lui disse: ” E’una una delle sei o sette intelligenze  che più onorano l’umanità…”I suoi numerosi scritti di filosofia e teologia furono letti dai maggiori intellettuali del tempo, oltre al Manzoni, come Niccolò Tommaseo e Vincenzo Gioberti.

Tra i suoi  musei non ci si può perdere il Mart, La Casa d’Arte Futurista Depero, il Museo Storico Italiano della Guerra  e la Fondazione Museo Civico.

 Siamo nel periodo natalizio che a Rovereto si respira particolarmente in un”Natale di Luce che invita al dialogo con le altre culture  diverse dalle nostre”. Si possono a tal fine ammirare  tre diversi tipi di presepi: il presepe di Lampedusa, costruito con il legno delle barche dei migranti, il presepe di Betlemme  fatto con legno d’ulivo e il presepe africano, che è simbolo di pace ed è fatto con alcuni materiali poveri.

Siamo nella zona tradizionale dei mercatini di Natale: anche quello di Rovereto è molto suggestivo, con le tipiche casette in legno, ricco di prodotti locali e artigianali. Per finire non guasterebbero un piatto fumante di polenta ai funghi e un po’ di vin brulè…

Grazia Paganuzzi