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Sri Lanka: la crisi economica non si placa, il presidente nomina task force

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Sebbene non sia stata adeguatamente commentata dai media nazionali la situazione in Sri Lanka ha del preoccupante. Dallo scorso 3 aprile il governo ha deciso di attuare il coprifuoco e di dispiegare l’esercito a causa delle massicce rivolte dovute al rincaro dei carburanti e ad una crisi alimentare sempre più pesante.

Il presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa per mettere una pezza ad una crisi economica senza precedenti che ha spinto migliaia di persone a protestare lo scorso 3 aprile ha nominato una task force specifica per fare fronte alla forte crisi economia. Una crisi che a livello globale non ha precedenti.

Gotabaya Rajapaksa ha nominato membri del gruppo nomi già noti per aver preso ad alcuni ruoli internazionali e nazionali. All’interno abbiamo l’ex governatore della banca centrale del paese Shanta Devarjan e l’ex vicedirettore del Fondo Monetario dell’Africa Sharmini Coreey.

Sri Lanka, una crisi senza precedenti

In seguito alle massicce proteste degli ultimi giorni il governo prima in carica ha dovuto per forza di cose dimettersi. Nella capitale Colombo si sono susseguiti tafferugli e scontri con la polizia. Gli scontri spinto appunto il presidente del paese a dichiarare lo stato d’emergenza.

La crisi economica che lo Sri Lanka sta vivendo è più grave della sua storia. Per questo motivo paesi vicini come l’India hanno iniziato a contribuire con l’invio di due importanti forniture di carburante. Delhi ha inoltre concesso un prestito da un miliardo di dollari con l’obiettivo di risanare quel che rimane dell’economia srilankese.

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