Strategia per il Covid-19: inversione di rotta

La nuova strategia è quella di effettuare il tampone solo in presenza di sintomi

Esattamente 6 giorni fa si è registrato in Italia il primo caso di contagio da coronavirus ed oggi il numero è di 435 positivi al tampone e 12 deceduti. Le regioni colpite sono la Lombardia con 258 casi, il Veneto con 98, l’Emilia Romagna con 47, la Liguria con 16, Piemonte, Lazio, Sicilia e Marche con 3, la Toscana con 2 e il Trentino Alto Adige con un solo caso. Pare in queste ore che si registrino altri pazienti positivi al tampone e, specificatamente, in Abruzzo, in Campania e ancora in Piemonte.

La nuova strategia è quella di effettuare il tampone solo in presenza di sintomi e non, come è avvenuto fino ad ora, di controllare tutte le persone che presumibilmente sono venute a contatto con chi ha contratto il Covid-19, anche se asintomatiche. In parallelo, la comunicazione istituzionale e radiotelevisiva ha declassato la malattia a qualcosa di assimilabile ad una influenza più aggressiva e niente di più. Proviamo a ragionare su cosa può aver suggerito questa inversione di rotta.

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Chi ha protetto subito l’economia

Spagna e Germania, ad esempio, hanno tenuto segreto il numero di quanti tamponi hanno effettuato e, se controlliamo le percentuali di tutti i Paesi che hanno attivato questo controllo, scopriamo che è quasi identica nel rapporto tra il numero dei soggetti verificati e quanti sono risultati positivi al test. La Francia, con un numero inferiore dei nostri tamponi, ha un 2,9 per cento di casi, l’Italia 3,6 per cento, gli Stati Uniti, che ne hanno realizzati pochissimi, hanno 3,7 per cento. Questo significa che, se il tampone fosse attivato su tutta la popolazione italiana, probabilmente si registrerebbe un numero assai maggiore di contagiati, che potrebbe raggiungere e anche superare i 2 milioni di contagiati.

Un cinismo necessario

È anche vero che solo una percentuale bassissima di casi ha uno sviluppo drammatico, che colpisce sostanzialmente individui in età avanzata e già con altre patologie gravi. Non abbiamo risorse sufficienti per questo controllo a tappeto (negli Stati Uniti – e questo spiega la decisione di Trump di chiedere al Congresso 2,5 miliardi di dollari – il costo per tampone varia tra i 2 ai 3 mila dollari e circa 100 milioni di americani non hanno la copertura assicurativa sanitaria), non abbiamo posti letto e personale specializzato per 2 milioni di malati e il Paese avrebbe un crollo verticale e definitivo sul piano economico.

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Non possiamo permetterci altre soluzioni

Ecco perché il Governo ha cambiato rotta e si è allineato ad altri Paesi europei, che da subito hanno deciso di proteggere la propria economia e non fermare la nazione, anche a scapito di qualche cittadino che avrebbe potuto essere curato e, forse, salvato. Le industrie devono tornare a produrre, a pagare le giuste tasse senza sconti e il Paese non può permettersi d’indebitarsi ulteriormente: questa settimana di stop in alcune Regioni importanti per l’economia ha già causato danni non trascurabili.

Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.