Suicidio assistito: il medico non è più punibile

Non imputabile il medico che assiste il fine vita

Il medico cha accompagna al suicidio assistito non è più punibile, cambia così il codice deontologico dell’ordine dei medici. Vediamo con esattezza, quali sono le novità introdotte in materia.

La decisione dei medici sul suicidio assistito

Secondo una modifica del codice deontologico non è più punibile un medico che decide di assistere un proprio paziente fino alla fine dei suoi giorni. Almeno nei casi previsti dalla Corte Costituzionale. Lo prevede una modifica del codice deontologico approvata all’unanimità dal Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici.

Il Consiglio nazionale è composto dai 106 presidenti degli Ordini territoriali, e si tratta di un’integrazione dell’articolo 17, che impone al medico di non agevolare o favorire, neanche su richiesta del malato, la sua morte. La consulta deve valutare ogni singolo caso ed in particolare alcune condizioni. Una persona tenuta in vita da trattamento, affetta da patologia irrevesibile, fonte di sofferenze intollerabili, inoltre deve essere capace di intendere e volere al momento della sua decisione.

Il caso “Dj Fabo”

Non è sempre punibile chi aiuta al suicidio”, cosi hanno deciso con la nota sentenza i giudici della Corte Costituzionale che hanno messo la parola fine sul caso del Dj Fabo. E si! Fabo aveva deciso di mettere fine alla sua vita fatta di sofferenze. In Italia però, l’eutanasia è vietata e così Dj Fabo aveva chiesto a Marco Cappato, esponente dell’associazione Luca Coscioni, di accompagnarlo in Svizzera. Per questo motivo, Cappato è stato prima indagato e poi imputato rischiando fino a 12 anni di carcere.

Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, aveva 40 anni, e chiedeva da anni, di mettere fine alla sua vita seriamente compromessa a causa di un incidente che lo ha reso tetraplegico e completamente cieco. Fabiano non c’è più, ha finito di soffrire, ma il suo caso è servito da monitor per tutti quelli che come lui sono condannati ad una vita di atroci sofferenze.  

Cosa cambierà nella pratica in caso di suicidio assististo?

Quindi cosa cambierà nella pratica? I Consigli di disciplina saranno chiamati a valutare ogni caso nello specifico. Si deve accertare che ricorrano tutte le condizioni previste dalla sentenza della Corte Costituzionale. Se così sarà, il medico non sarà punibile dal punto di vista disciplinare. In questo modo si è voluta tutelare la libertà di coscienza del medico, il principio di autodeterminazione del paziente e nello stesso tempo l’autonomia degli Ordini territoriali nei procedimenti disciplinari subordinata al rispetto dei dettami costituzionali.