Taranto – Cadavere in mare, suicidio? (Foto)

Cadavere in Mar Grande, ipotesi di un probabile suicidio

Trovato il corpo esanime di un uomo di 54 anni nelle acque della rada Mar Grande di Taranto; non è esclusa l’ipotesi del suicidio

Il ritrovamento e l’agghiacciante scoperta

Il corpo senza vita di un uomo di 54 anni (circa) è stato trovato e individuato nelle acque della rada di Mar Grande a non molta distanza dal Lungomare del capoluogo ionico.

Una volta recuperato la salma della povera vittima, il cadavere è stato portato sulla banchina del porto mercantile.

Gli uomini impegnati nell’operazione di recupero

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Questi gli uomini impegnati nell’operazione di recupero della salma: i Vigili del Fuoco, gli uomini della Capitaneria di Porto e della Polizia di Stato.

Le cause del decesso: non è esclusa l’ipotesi del suicidio

Sarà, altresì, necessario e indispensabile appurare le cause che avrebbero comportato il decesso, sebbene non si esclude l’ipotesi del suicidio.

Tra la morte e la vita – Il mare di Taranto si “divide in due”

Solo la scorsa settimana, vennero rimossi dei rifiuti ingombranti dal fondale del I seno del Mar Piccolo. Un’operazione che, ricordiamo, è stata descritta come quanto segue:

Gli oltre 500 rifiuti rinvenuti sui fondali del I seno del Mar Piccolo, che verranno rimossi nelle prossime settimane e mesi, sono costituiti da autovetture intere e parti di esse, fusti metallici e natanti. Inoltre, sono stati rilevati un numero significativo di pneumatici di auto e autocarri, alcuni cassonetti per rifiuti urbani e resti di impianti di mitilicoltura (attività produttiva prevalente nell’area) oltre ad attrezzature per la pesca professionale. I rifiuti sono stati tutti geolocalizzati, videoripresi e catalogati.

L’intervento di pulizia dei fondali è stato preceduto dalle attività di monitoraggio previste dal progetto, tra cui il ripristino della strumentazione di acquisizione dei parametri ambientali e i prelievi per le analisi di laboratorio. Le attività di monitoraggio ambientale prevedono, infatti, il rilevamento delle misure di torbidità, conducibilità e temperatura in continuo con l’acquisizione dei dati in tempo reale su due boe di monitoraggio posizionate in prossimità dell’area di intervento.

In aggiunta è stato avviato il monitoraggio degli organismi marini secondo la tecnica del “Mussel Watch” finalizzato alla valutazione degli eventuali effetti del bioaccumulo. Precisamente è in corso il monitoraggio dei mitili in prossimità dell’area in cui si interverrà e in due punti di monitoraggio in zone non interessate dal cantiere ma sempre all’interno del I Seno del Mar Piccolo, da utilizzare come valore di “bianco” di riferimento.

Le aree interessate dall’intervento di rimozione dei rifiuti sono la Discesa Vasto, la banchina Cariati e il pontile ex-Maringenimil.

Nella prima fase del programma, cominciata il 19 dicembre, la rimozione dei Marine Litter, a cura di Serveco e con il supporto di Sogesid, interesserà i fondali prospicienti il Pontile Ex-Marigenimil. Solo in quest’area sono stati rilevati oltre 50 veicoli (principalmente situati in testata del pontile), 35 pneumatici, nonché parti di motocicli, batterie, relitti, fusti, reti e materiali da pesca.

I rifiuti saranno prelevati per mezzo di una gru posizionata sul pontone, saranno quindi raccolti e trasportati nell’area di cantiere allestita all’interno dell’Arsenale presso la Banchina Carrieri dove, nei giorni scorsi, si è proceduto all’assemblaggio delle barriere antitorbidità (panne).

Le barriere sono state appositamente realizzate per il Mar Piccolo e serviranno per il confinamento dalla superficie fino al fondo di ogni area di intervento, sono infatti state progettate in modo specifico per ciascuna area di intervento sulla base delle peculiari caratteristiche del fondale in modo da garantire il contenimento di quanto rimosso ed in sospensione durante le fasi di lavoro.

Bonifica – riqualificazione ambientale

In questa parte del territorio è in corso uno dei più complessi e delicati interventi di bonifica e riqualificazione ambientale mai attuati a livello internazionale (ad oggi completato al 50%) con l’obiettivo di restituire alla città il suo nucleo fondativo. La città di Taranto, infatti, è nata e si è sviluppata attorno al Mar Piccolo che è un ecosistema di rilevanza internazionale, caratterizzato da una grande biocenosi bentonica e da specie animali di particolare interesse conservazionistico come la Pinna Nobilis e due specie di Hippocampus (cavalluccio marino), la più importante e numerosa colonia del Mediterraneo.