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Thailandia stato di emergenza: così blocca raduni, proteste e manifestazioni politiche

Continuano i disordini politici a Bangkok, capitale della Thailandia. Il Governo, dopo aver arrestato diversi leader di una nuova protesta generalizzata nel paese, ha dichiarato lo stato di emergenza valido dalle 4 del mattino ora locale. Il motivo di questo blocco non è il Coronavirus, cosa che accade in molti Stati per evitare la diffusione del Covid. I manifestanti hanno bloccato, con una marcia che invoca la democrazia, un corteo reale.

Thailandia e lo stato d’emergenza: ecco il racconto

Da più di tre mesi le vie di Bangkok e di altre città thailandesi sono agitate da tumulti e proteste. Questa mattina, il divieto di raduni è iniziato con l’arresto di cinque persone, leader di alcuni gruppi politici. La polizia ha anche arrestato 22 persone a seguito delle manifestazioni iniziate già mercoledì.

Il colonnello della polizia thailandese si chiama Kissana Phathnacharoen. Il primo ministro bloccato da una barricata antisommossa è Prayout Chan-o-cha. Si chiedono le sue dimissione da Comandante in Capo del Reale Esercito e una riforma della monarchia. Il reggente è ancora la famiglia Vajiralongkorn. Il momento di tensione più alto è stato al passaggio dell’auto che trasportava la regina Suthida e il figlio più giovane del re Maha, il principe Dipangkorn.

Ecco alcuni estratti del decreto Thailandese che blocca il paese con lo stato di emergenza. “Come è emerso, ci sono stati diversi gruppi che hanno invitato, incitato e commesso un’assemblea illegale. Ci sono state attività che hanno influenzato la pace e l’ordine pubblico“. “Pertanto, ci sono motivi sufficienti per credere che siano stati commessi atti violenti. E questo ha influito sulla stabilità, la sicurezza, la proprietà e il personale del governo. Questa non è più un’assemblea pacifica come dovrebbe essere garantito dalla costituzione“.

La situazione politica thailandese dal 2014

Il governo del signor Prayuth, racconta il NYT, è salito al potere con un colpo di stato militare nel 2014. Ha dichiarato qualsiasi area off-limits per potenziali manifestanti. Il giornale riporta che nuove proteste potrebbe continuare in altre aree della capitale, un quartiere dello shopping. La regina e suo figlio sono stati fermati al suono di “tasse!” “tasse!”. La Thailandia non ha una costituzione, cosa che i manifestanti stanno chiedendo con violenza da molti mesi. Vogliono anche indette nuove elezioni per un governo e un parlamento. In Thailandia non si può criticare la monarchia, qualsiasi manifestazione contro la famiglia reale è subito punita.

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