Trento: una città che parla da sola della sua arte e storia

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Piazza Duomo a Trento è una delle piazze più belle del mondo: è armoniosa e policroma, coronata di palazzi affrescati del’500, loggiati e finestre decorate…
Il Duomo è perfettamente abbinato al palazzo porticato cinquecentesco sul lato sinistro. La piazza fu da sempre il cuore della vita civile e religiosa, resa ancora più importante dalla monumentale fontana di Nettuno, in stile barocco, sorta nel 1767-69: “Magnificum hunc fontem cum aquarum perpetuo cursu, de Sperantibus omnibus...” il suo scultore, Giongo, ebbe l’idea unica di far scorrere l’acqua senza interruzioni, cosa che nessuno prima di lui era riuscito a realizzare,è questo il motivo dell’iscrizione “desperantibus omnibus”. I palazzi antichi affrescati e la vista delle maestose montagne ne completano l’opera. Tra gli edifici più di rilievo è il palazzo del Pretorio merlato, situato tra la Torre Civica e il Castelletto.

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Il Duomo costituisce un imponente edificio in stile romanico-gotico dei sec.XII°-XIII°.Il lato affacciato sulla piazza presenta linee chiare e scure alleggerite da loggette che ne cingono il fianco e le cupole, un bellissimo rosone e il portale dei Leoni. La facciata principale invece è dotata di un monumentale portale con un affresco trecentesco e un Cristo in Trono. Qui si realizzò il famoso Concilio di Trento dal 1545 al 1563, la risposta della Chiesa alla spaccatura provocata dalla Riforma Protestante. I vescovi del Concilio tenevano le loro riunioni nel coro situato dietro l’altare,ma pernottavano nei palazzi nobiliari della via “dei Nobili”, che sbuca nella piazza, lasciati liberi per loro dai signori aristocratici residenti. Sono questi i palazzi più belli di Trento, in parte affrescati, con portali e balconi decorati…

 

 

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Un capitolo tutto a sè merita il Castello del Buonconsiglio: imponente, con mirabili affreschi del Trecento, attualmente sede anche di importanti mostre d’arte e storia temporanee. Sorto inizialmente come roccaforte difensiva sopra i resti di un “castrum romano“, è il risultato  di strutture originarie di varie epoche ed è considerato uno dei più ampi dell’arco Alpino. Dopo l’epoca romana, di cui sono visibili il nucleo di Castelvecchio (ricostruito nel 1440) e il grande torrione -la Torre d’Augusto-del Trecento/Quattrocento, la struttura subì profonde modifiche da parte dei principi-vescovi dell’epoca. In questi anni fu fatta affrescare la Torre dell’Aquila con il Ciclo dei Mesi, mirabile affresco di gusto gotico-internazionale, mentre  Giovanni IV° Hiderbach fece erigere la maestosa merlatura e il bel loggiato di impronta gotico-veneziana.

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Grazie al cardinal Clesio, nel 1500 sorse il Magno Palazzo, che divenne la nuova dimora dei principi-vescovi, e fu affrescata dal Romanino e da Dosso Dossi. Fu proprio Cardinal Clesio, personalità di ampio respiro, appassionato d’arte rinascimentale italiana e mecenate, che fece affrescare il Magno Palazzo da pittori italiani.

Successivamente il Castello subì nuove vicissitudini talvolta drammatiche, come la condanna a morte di Cesare Battisti da parte degli Austriaci, durante l’Irredentismo, poco prima della Grande Guerra, quando molti abitanti di questa zona, ancora sotto l’Austria, volevano passare all’Italia.

Attualmente il Castello ospita delle interessanti mostre temporanee: “L’Europa in guerra.Tracce del Secolo Breve” aperta fino al 5 settembre 2015, e “Doni preziosi, immagini e oggetti delle collezioni del Castello del Buonconsiglio” fino al 18 ottobre 2015.

Grazia Paganuzzi