Trieste, quando la scienza viaggia insieme all’economia. Petizioni e diritti negati

Dopo le pesanti parole del Sindaco di Trieste Roberto di Piazza e del Governatore Massimiliano Fedriga, una parte dei cittadini presenta una petizione a favore del certificato verde. Puzzer giunto a Roma per la risposta di Governo, riceve in cambio un Daspo e viene allontanato dalla capitale...

E’ importante fare il punto della situazione qui a Trieste, dopo giorni di proteste iniziate lo scorso 15 ottobre contro il green pass sui luoghi di lavoro e l’obbligo vaccinale.

Proteste che come ben si sa hanno interessato tutte le piazze d’Italia, dando voce a un dissenso collettivo che si esprime chiaramente anche attraverso la conferenza stampa di alcuni membri della Commissione Europea.

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Il dissenso dei SI pass

Trieste non ha vissuto giorni facili. Le manifestazioni contro il green pass hanno sollevato all’interno della stessa città, il dissenso di chi non è d’accordo con la protesta. Secondo alcuni cittadini, “il tutto” ha scomposto la loro quotidianità, generando caos e danneggiando l’articolato aspetto scientifico.. ed economico della città. Si è formata dunque una netta divisione tra gli abitanti, che sono ad oggi in totale, quasi duecentomila.

Ci sono infatti in questo momento, due fronti chiari e netti a Trieste: una fazione è formata da quasi 40.000 persone a favore del green pass che stanno firmando la petizione in queste ore, contro il rimanente della popolazione che non si è pronunciato o che si è pronunciato a favore dell’abolizione del certificato verde. E’ dunque evidente ormai come i movimenti di protesta abbiano messo in crisi questa parte dei cittadini triestini che chiede “fedeltà al green pass in nome della Scienza” e in nome chiaramente degli interessi economici della città.

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I quasi 40.000 contrari si sono attivati con una petizione organizzata da Mitja Gialuz, professore ordinario di Diritto processuale penale dell’Università di Genova, nonché presidente della Società Velica di Barcola e Grignano (SVGB) . La società organizza una delle regate veliche “più affollate del mondo”: la Barcolana, conosciuta come “la più pop” con i tanti eventi che mescolano sport, enogastronomia, cultura, spettacolo, scienza e divertimento e che naturalmente promuove in modo importante l’economia della città. Tra i firmatari anche Zeno d’ Agostino, Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste.

Oggi insieme a Tiziana Benussi abbiamo portato la voce dei primi 25.000 firmatari in Regione. Ma dobbiamo continuare per dimostrare che il vaccino è uno strumento di libertà e che della scienza ci fidiamo” spiega il professor Gialuz che esprime il suo dissenso attraverso il suo “appello a Trieste“.

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Tiziana Benussi, avvocato e promotrice della petizione insieme a Mitja Gialuz è invece componente degli organi della Fondazione CRTrieste dal 1998 e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione dal 2017. La fondazione CRTrieste si impegna infatti per consolidare il proprio ruolo di soggetto di riferimento, nello sviluppo socio-economico della città di Trieste e del suo territorio.

Le parole pesanti del Sindaco di Trieste e del Governatore

Dalla loro parte si sono schierati anche Sindaco e Governatore che in questi giorni hanno usato parole pesanti nei riguardi dei manifestanti e della situazione cittadina. Il Sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza che si definisce “cresciuto nel rispetto della Costituzione” avverte nella conferenza stampa di ieri:

Chi verrà in piazza Unità d’Italia verrà punito ammende importanti… Non è tollerabile che poche persone hanno messo in ginocchio una città. Questa è una cosa grave, in un momento grave. Non esiste rispetto delle regole e la tolleranza esiste solo con l’applicazione delle leggi. Questo è quello che farò, anche al limite della legge”.

Dello stesso parere è il giovane Governatore Massimiliano Fedriga che lo affianca nella conferenza stampa e dichiara: “Di fronte alle menzogne nelle piazze e sui social dobbiamo dire con chiarezza come stanno le cose. C’è qualcuno che ha preso la laurea su Facebook e ci viene a raccontare come funziona la medicina. Basta idiozie raccontate da qualche pagliaccio che fa prendere paura ai cittadini, basta stupidaggini, basta fare danni all’economia e alla salute“. Il concetto non poteva essere più chiaro e trasparente di così ai cittadini e agli italiani che hanno seguito la conferenza.

Manifestazioni vietate

Mentre ieri a Bologna la maratona sportiva che contava ben 4mila atleti ha paralizzato il traffico creando assembramenti, a Trieste le manifestazioni vengono vietate. Una “domenica di caos” scrive Il Resto del Carlino, ” come non si era mai verificata in occasioni delle precedenti edizioni della corsa”.

Inoltre, dal  29 ottobre al primo novembre si è vista anche un edizione speciale in presenza per Lucca Comic & Games, con un tetto di biglietti subito esauriti e molti ospiti. E il virus?

Le manifestazioni di vario genere sono dunque ammesse, nonostante il rischio di contagio , mentre il il prefetto di Trieste Valerio Valenti annuncia la chiusura di piazza Unità d’Italia alle manifestazioni, che non saranno permesse fino a fine anno.

Sono le manifestazioni dunque il problema del picco di contagi, o è il tema della manifestazione a favorire l’impennata del virus? 

E se Maometto non va alla montagna…

In queste ore, un altra petizione è in ballo e corre parallela a quella dei SIPASS di Trieste. Una petizione ad ampio raggio diretta alla Corte Costituzionale, al Senato della Repubblica, al Tribunale Internazionale dell’Aja e al Parlamento italiano, dove in questo momento troviamo un numero in costante crescita, che ha già raggiunto le 200.000 persone: https://www.change.org/p/libert%C3%A0-di-scelta-per-il-vaccino-no-al-green-pass-no-all-obbligo-vaccinale

Nel frattempo Stefano Puzzer che ha preso autonomamente la decisione di presentarsi a Roma data la mancata di risposta di Governo, riceve un Daspo ( acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive). La misura prevista dalla legge italiana al fine di impedire aggressioni violente nei luoghi degli avvenimenti sportivi ed esteso in “urbano” in caso di minaccia concreta ai luoghi pubblici, è stato dato come risposta a Stefano Puzzer. Il Daspo urbano che mancava al neofascista Castellino negli avvenimenti alla Sede della CGIL.

Il perché sia stata applicata questa misura nei confronti di Puzzer resta da chiarire.

Si attende un comunicato ufficiale previsto per la giornata di oggi.