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Un antico gioiello di Milano: la chiesa di S.Marco

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Quando ero bambina, andavamo a messa nella Chiesa di S.Marco. Allora non sapevamo quanto era antica, che vi erano stati fatti importanti scavi, che era ricca di mirabili opere d’arte. Sapevamo solo che era la nostra chiesa. I primi anni mi mandavano a pregare davanti alla statua della Madonna Bambina, che c’è ancora.
Poi c’era il vecchio campo dell’oratorio, con il porticato: allora i ragazzi, tra cui i miei fratelli, giocavano a calcio sulla terra polverosa, adesso c’è il prato artificiale.
S.Marco è piena di ricordi della mia infanzia: una festa di carnevale in cui eravamo tutti vestiti in maschera, un fratello che si è sposato..
Di solito S.Marco richiama Venezia: non a caso pare che le sia stato dato questo nome come atto di riconoscenza verso Venezia, che aveva aiutato Milano contro l’imperatore Federico Barbarossa. I primi cenni delle sue origini, infatti, risalgono al 1254: in quell’anno un certo Settala , priore degli Eremitani, avrebbe fatto erigere una chiesa gotica a tre navate.. Nel XVII sec., la chiesa in occasione della sua trasformazione in casa generalizia dell’ordine agostiniano, venne ristrutturata in stile barocco e divenne la più grande chiesa di Milano dopo il Duomo.
Nel XCVII° sec., nella canonica, dove noi bambini provavamo le tute da neve per andare in gita a Foppolo , vi abitò Mozart bambino,, che, come Giovan Battista Sammartini, vi suonò lo splendido organo.
Il più grande appuntamento a S.Marco tuttavia lo si deve a Giuseppe Verdi, che proprio qui diresse la Messa Da Requiem, scritta da lui stesso, in onore del primo anniversario dalla scomparsa di Alessandro Manzoni.

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Photocredit: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:8379_-_Milano_-_San_Marco_-_Interno_-_Foto_Giovanni_Dall’Orto_-_14-Apr-2007.jpg

Un tempo, nel 1700/1800, era ancora circondata dal verde, mentre sul lato dell’attuale via Fatebenefratelli vi scorreva placido, attraversato dai barconi, il Naviglio. Alla fine dell’800 la facciata fu restaurata da Carlo Maciachini, che mantenne il portale a tutto sesto con l’architrave, gli archetti gotici, le tre statue al di sopra del portale. La facciata si presenta quindi in stile neogotico, in mattoni rossi, mentre i portali sono diventati tre, in corrispondenza delle tre navate. La lunetta del portale centrale rappresenta una copi dell’affresco originale di Angelo Inganni, la Madonna col Bambino fra i santi Agostino, Marco e Ambrogio. In alto spicca il grande rosone e le tre statue in marmo di santi.Il campanile, con le belle bifore della cella campanaria, risale invece al XIV°sec., ma fu completato alla fine dell’800.

All’interno, si può notare che il tempietto circolare, retto da colonne corinzie,è stato realizzato su imitazione del ciborio dell’altare maggiore del Duomo. Sulle pareti laterali si notano gli interessanti affreschi de “La Disputa di Sant’Ambrogio e Sant’Agostino” di Procaccini e il” Battesimo di S.Agostino “del Cerano.Le cappelle laterali un tempo erano concesse alle famiglie milanesi patrizie per la sepoltura degli esponenti più illustri delle casate, che quindi ne finanziavano le decorazioni, affidandole agli artisti più noti dell’epoca, anche se alla fine del’500, S.Carlo Borromeo pose fine a questa pratica.Tra le più notevoli tuttora si nota quella della Cappella Foppa per il monumento di Pietro Foppa. Sono stati conservati gli affreschi di Giovanni Paolo Lomazzo, artista che seguì gli influssi di Leonardo e Michelangelo.Altrettanto importante è l’affresco della Caduta di Simon Mago,tratto da un episodio della vita di S.Pietro negli Atti degli Apostoli. Ben reso è il corpo del ciarlatano che sta per precipitare, così come l’espressione di sconcerto degli spettattori.

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Photocredit: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:8434_-_Milano_-_San_Marco_-_Cappella_di_S._Giuseppe_-_Pentecoste_-_Foto_Giovanni_Dall%27Orto_14-Apr-2007.jpg

Magnifca è la cupola divisa in otto spicchi. In un suggestivo trompe d’oeil sono raffigurati i “Quattro Evangelisti”, ma ancora più incantevole è “Gloria degli Angeli”.Tra le numerose cappelle, la terza è dedicata a S.Marco, dipinto in una tela del Legnanino. In quella di S. Giuseppe sorprendono le espressioni di meraviglia degli apostoli davanti alla Pentecoste. I bei Presepi di Londonio nella settima cappella si dividono in quello “Feriale” e quello “festivo”.
In un restauro del 1956 sotto l’affresco dei Fiammenghini di “Alessandro IV°” che istituisce l’ordine degli Agostiniani , fu scoperta la Crocifissione del XIV°c., a frammenti,che fu riportata alla luce rimuovendo una parte dell’affresco soprastante. Nel 1958 invece fu scoperto un affresco votivo di una Madonna in trono con Bambino e santi .Notevole è l’organo conservato dal lontano 1564, a cui seguirono diversi aggiustamenti , fino a quando ,nel 1899, venne inaugurato da Amilcare Ponchielli.

Attualmente a S. Marco si tengono concerti di musica classica e bellissimo un mercatino dell’antiquariato.

Grazia Paganuzzi

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