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Un tour in Basilicata: bellissima…

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Terra ricca di contrasti, dalle cime delle montagne spesso innevate, e il verdissimo Parco del Pollino al mare dai colori di smeraldo di Maratea,dal capoluogo ultra-moderno di Potenza a città antichissime come i Sassi di Matera,con le case scavate o costruite sulle rocce , e il paese di Muro Lucano, dominato dal Castello, dove avrebbe vissuto e si sarebbe consumata la cupa storia di Giovanna, detta La Pazza. Infatti qui arte e storia si intrecciano come la natura, così incredibilmente varia.

Partiamo da Muro Lucano, una cittadina dalle origini molto antiche: i documenti testimoniano che Annibale vi combattè contro il console Claudio Marcello nella Seconda Guerra Punica. Costruita su un promontorio degradante a terrazze sullo sfondo dei monti, imbiancati d’inverno, è caratterizzata da case di diverse epoche e strati sociali: le più nobili dominano dall’alto le casupole più povere, in basso… L’Acropoli della città è costituita dal Castello e dalla Cattedrale. Il primo, di origine medioevale, (risale circa al IX°sec.), si presenta con la torre, posta a sinistra dell’ingresso, costruita dai Longobardi. In seguito gli Angioini lo ampliarono in modo che seguisse l’andamento della collina. Da qui si allunga una sinistra ombra in ricordo dell’omicidio di Giovanna d’Angio’, regina del Regno di Napoli, avvenuto nel 1382 per ordine di Carlo di Durazzo. Dopo gli Angioini, Muro Lucano divenne feudo degli Orsini fino al 1806. In seguito al terribile terremoto del 1694, questi ultimi modificarono il castello con diversi interventi, sopraelevando il terreno, distruggendo il ponte levatoio ed edificando una nuova ala appoggiata alle due torri. Il nuovo e ben più recente terremoto del 1980 rese necessarie nuove ristrutturazioni per la sicurezza dell’edificio e il restauro dell’appartamento del Principe. Antichissima è anche la Cattedrale, risalente al 1169, che fu purtroppo molto danneggiata dall’ultimo sisma.

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Un interessante episodio che rivela il coraggio e l’intraprendenza degli abitanti riguarda il Brigantaggio, fenomeno che si era diffuso nel Meridione subito dopo l’Unità d’Italia. Nel 1861 infatti due briganti, Carmine Crocco e Josè Borjiès attaccarono il paese. La sua particolare conformazione tuttavia favorì guardie nazionali,soldati e i cittadini che a loro si unirono nel difendere l’abitato, accogliendo la banda di briganti a fucilate e mettendoli in fuga. Purtroppo il terremoto del 1980 danneggiò parecchie diverse infrastrutture, per cui furono denunciati forti ritardi negli interventi di ristrutturazione.

E’ d’obbligo poi una visita ai Sassi di Matera. Giunti a Matera, sembra di tornare indietro di 2000 anni: il silenzio è profondo, le macchine non circolano, il tempo si è fermato. Pare davvero di camminare tra le pietre antiche della Gerusalemme dei tempi di Gesù. Non per niente qui Mel Gibson girò la sua terribile “The Passion” di Cristo…

sassi di matera

“Sasso Caveoso” e “Sasso Barisano” si chiamano i due nuclei che compongono la cittadina , divenuta Patrimonio dell’Unesco nel 1993. I” Sassi” sono una città interamente scavata nella roccia di tufo, costruita a terrazze, come “abbarbicata” sul pendio di una collina, che si affaccia sulla profonda Valle della Gravina. Ai palazzi più eleganti si alternano casupole o antri cavernosi… I due “Sassi” sono divisi al centro dal Colle della Civita, il nucleo più antico dell’abitato, di origine medioevale. Sasso Caveoso finisce in via Casalnuovo, dove le case, prevalentemente scavate nella roccia, sono rimaste intatte per secoli. Al centro si estende una grande piazza dominata dalla chiesa di S.Pietro, da cui si può ammirare il singolare e affascinante panorama della Gravina: case e grotte arroccate le une sulle altre…Da via Madonna delle Virtù si arriva al Rione di Sasso Barisano, dove risiede la cittadina più elegante con alberghi e ristoranti..Vi si trovano la ricostruzione dei Sassi in miniatura e il Museo della Civiltà Contadina.

Una passeggiata vera e propria per vivere e immergersi nell’atmosfera unica di questo luogo senza tempo potrebbe partire dal palazzo Lanfranchi e dell’antica chiesa del Carmine con il Museo d’Arte Moderna e Medioevale della Basilicata. Sotto ci si affaccia su piazzetta Pascoli, a cui diede il nome il poeta omonimo, che qui insegnò. Da visitare è la “casa grotta”, ma particolarmente belle sono anche la Chiesa di S. Luca o Madonna di Idris, e la Cattedrale Romanica in piazza del Duomo, da cui si gode lo splendido panorama sul Sasso Barisano.

Si può poi scendere a Maratea, antica e suggestiva per la sua posizione arrampicata su un promontorio che si specchia nelle acque trasparenti del mare. Maratea è detta anche la “città delle 44 chiese” per le sue molte cappelle e antichi monasteri, che compongono un notevole patrimonio artistico e religioso. Tra questi è la Basilica di S.Biagio, in cima all’omonimo monte, dove sorgono i resti della città più antica, detta “Castello”. La Basilica, le cui origini si perdono nel tempo, si distingue per la candida facciata del porticato a tre arcate ed è ricca di dipinti e bassorilievi. Tuttavia la più antica del borgo è la piccola chiesa di S.Vito, del IX°-X sec. Ha una sola navata dove ci si può sedere ancora sugli antichi sedili in pietra. Vi sono ospitati un Presbiterio del XVI° sec. e interessanti affreschi della stessa epoca. Il primo ospedale di Maratea, poi trasferito altrove, fu palazzo De Lieto, del 1700, dall elegante struttura con una terrazza ad arcate , che oggi ospita mostre. Invece nel rione più antico, Capo Casale, si rimane sorpresi dalla particolare bellezza di palazzo Calderano, originario del 1200, caratterizzato da una bella loggia a colonne e l’ampio portale. Magnifica è anche la doppia facciata traforata, decorata da scalette e ponti. Di grande valore storico inoltre è considerata Villa Nitti, realizzata in stile negotico decò, sulle basi di casa rurale.

Molto altro ci sarebbe da ricordare, come la Villa Comunale, da cui si gode un magnifico panorama sulla verde vallata e il centro storico, il Castello di Castrocuocco nella frazione omonima, abbandonato nel XVII° secolo, mentre sul blu del mare si affacciano sei torri “anti-corsare” del XVI° sec. Tutta la zona e i monumenti, compresi quelli non citati (ce ne sono molti di più…) è stata posta sotto la tutela del Ministero dei Beni e le Attività Culturali ed è considerata Sito di Interesse Comunitario dell’Unione Europea.

Grazia Paganuzzi

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