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Una città poliedrica: Mosca

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Russia palazzo baroccoMosca, la bella, Mosca la grande, Mosca la città dalle mille chiese...Così veniva definita nei secoli passati…

Ormai dopo circa venticinque anni dalla Perestroika,con la caduta del comunismo e l’apertura all’Occidente, Mosca è profondamente cambiata.

Oggi vi si può trovare di tutto: tutte le principali firme nei più importanti settori commerciali, dall’arredo all’abbigliamento, giocattoli , scarpe, articoli per la casa…Primeggiano le firme italiane….C’è un’abbiente borghesia che vive di lavoro e di svaghi…. Molti stranieri scelgono di studiare la lingua russa perchè, da quando si è aperta al mercato occidentale, è diventata molto importante.

Mosca è conosciuta per molti aspetti: in tutto il mondo con tempio della Danza Classica, rappresentata dal Teatro Bolshoy, ma forse in pochi sanno che, come molti paesi dell’Est, è tempio della musica: in buona parte delle famiglie si studia uno strumento musicale…La musica qui è di casa come il teatro. La capitale russa infatti pullula di teatri di prosa, oltre che di molte sale da concerto, come la Sala Ctzaikowskj, in piazza Puskin, la piazza che ha reso omaggio al famoso poeta, dedicandogli il nome e una statua.

Mosca è anche la patria delle marionette, bellissime, e del Circo, in cui i russi rivelano un’abilità e una preparazione all’avanguardia ai più alti livelli in tutto il mondo. Insomma, Mosca è creativa: danza, teatro,musica, poesia…Anche i suoi palazzi, dalle mirabili facciate barocche e neoclassiche lo testimoniano.

Dal ponte che sorvola il fiume della Moscowa, si abbraccia la vista delle cupole dorate e azzurre delle sue chiese e delle mura del Cremlino. Infatti è una città anche profondamente religiosa, nonostante la storia passata. Le chiese sono tante, anche se all’interno l’iconografia cristiano-ortodossa è piuttosto simile in tutte: molto ricca d’oro e dagli accenti particolarmente drammatici. Si parte dalla famosa Cattedrale di San Basilio, divenuta un vero e proprio simbolo del paese, fatta edificare nel Medio Evo per volontà di Ivan IV°di Russia. Un tempo nota come chiesa della Trinità, sorse sulla tomba del Venerabile Basilio il Benedetto. E’ diversa da tutti gli altri edifici russi, così ricca di colori e di cupole…Per la sua bellezza si impone anche il Monastero delle Vergini, o Convento di Novoevicy, il più famoso della capitale, in stile barocco moscovita, che è riuscito a rimanere integro dal XVII° sec. e con la Basilica di S.Basilio fa parte del patrimonio dell’Unesco. Sorpende il candore delle chiese in contrasto con le cupole d’oro.

Molte persone, durante le innumerevoli vicissitudini della storia, vi trovarono rifugio: fu ospedale militare, ma anche orfanotrofio femminile e ospitò non solo monache, ma anche lavoratrici e infermiere. Fu citato dallo scrittore Leone Tolstoj nel suo più grande romazo, “Guerra e Pace“. La chiesa più antica del monastero è “Nostra Signora di Smolensk“. Una delle più importanti è anche la chiesa dei SS. Apostoli, di cui spicca la candida architettura al di qua del fiume, verso la fine della piazza Rossa.

Mosca la piazza RossaNumerosi sono anche i musei, ricchi di opere d’arte. Nel museo Puskin si ritrova tutta la pittura europea, dagli italiani agli olandesi e i fiamminghi, agli spagnoli e i francesi, nonchè quella dell’antichità. Tra alcune opere delle più notevoli, “La morte di Sofonisba“Pittoni(1730), la “Deposizione di Cristo” e “Cristo in trono “di Cima da Conegliano( 1500). Dell’800 non mancano impressionisti come Monet, Renoir, Cezanne, Degas, e due Van Gogh, del 1900 Chagall -“Il pittore e la fidanzata“- e diversi Picasso. Al Museo Tetralnaja si può invece ammirare tutta la pittura russa, compresi i seguaci dell’Impressionismo…

Mosca da novembre a tutto febbraio si imbianca: sulle cupole delle moschee che si riflettono con i loro magnifici colori nella Moscowa, sulle mura del Cremlino, sui tetti e i ricami delle cancellate, sui giardini… Dopo il disgelo però, a maggio esplode la primavera: i suoi vasti parchi diventano verdissimi ed esplodono di fioriture rosa, bianche, gialle: il parco della Vittoria, la collina di Lenin, dove ha sede l’Università e da cui si gode una incantevole vista sulla città.

In uno di questi c‘è ancora il rifugio di caccia di Pietro il Grande. Nella Vecchia Arbat,una delle più antiche vie di Mosca, si trovano ancora le botteghe delle preziose icone russe.

Sulle bancarelle e negli eleganti Magazzini Gum,costruiti in piazza Rossa nell’800,si possono comprare le bambole con i tradizionali costumi russi, o le bellissime scacchiere in legno intarsiato e naturalmente le celebri matrioske variopinte…, per portare un ricordo che resti della bella Mosca.

Grazia Paganuzzi

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