Claudio Pinti è uscito dal carcere. Condannato a 16 anni e 8 mesi per omicidio volontario della ex compagna morta di Aids, e lesioni gravissime alla ex fidanzata. L’uomo aveva avuto rapporti non protetti con le due donne pur sapendo di essere affetto da Aids.
Adesso, la notizia dei domiciliari ha scosso molto l’ex fidanzata Romina Scaloni, poiché l’uomo deve sottoporsi a continue cure in ospedale, esattamente come Romina, e lo farà nello stesso ospedale della donna: “Potrei incontrarlo lì”, scrive la donna.
La Corte di Assise ha accettato la richiesta dei domiciliari avanzata dal suo avvocato a causa delle precarie condizioni di salute dell’uomo.
Il procuratore generale Sergio Sottani però ha presentato appello al Riesame. “Non riteniamo incompatibile la permanenza a Rebibbia”, spiega Sottani, “può essere curato dal carcere”. Se il riesame riterrà accoglibile la domanda di Sottani, Pinti tornerà in carcere.
“Quella persona mi ha distrutto la vita” scrive Romina. “La stessa persona che ha ucciso una donna di 32 anni, madre della loro figlia, la stessa persona che ha devastato e rovinato la vita di quella bimba. Oggi mi sento come nel maggio 2018, quando venni a conoscenza della patologia che aveva”, dichiara in un video pubblicato sul suo profilo Facebook.
“Un detenuto ai domiciliari può avere tante possibilità, tra cui quella di fuggire. Potrei ritrovarmelo qui. Forse i giudici non hanno pensato che l’hanno autorizzato ad andare da solo e liberamente nell’ospedale per curarsi, lo stesso ospedale dove vado io per trattare l’Hiv. In quegli ambulatori ci potremmo incontrare. Tutto questo non è normale, lo trovo inconcepibile, inaccettabile”.











