Villa Litta Panza: luce e bellezza a Varese

Più di due secoli di storia e tanta arte nella villa.

Dalla nobile facciata, immersa nel magnifico parco, Villa Menafoglio Litta Panza si trova in posizione elevata, a Biumo Superiore, la zona collinare di Varese.

La vila è divenuta famosa per le sua collezione di arte contemporanea, prevalentemente americana, raccolta dal conte  Giuseppe Panza di Biumo, che invitò anche artisti famosi a “riinventare “alcune stanze della villa (soprattutto nella zona dei Rustici),trasformandole in vere e proprie “opere di arte ambientale”.

Tra questi vi furono Dan Flavin, James Turrell e Robert Irvin, oltre a molti altri. Nella villa centrale, invece, ospitò dipinti monocromatici e sculture minimaliste di artisti come Lawrence Carroll e Allan Graham, Winston Roeth e molti altri. In totale si contano cento opere affiancate a mobili antichi, di epoche che vanno dal XVI° al XIX°, oltre a pezzi di arte africana e precolombiana.

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Nel 1996 la villa diventò parte del Patrimonio del FAI(Fondo per l’Ambiente Italiano), grazie alla donazione che ne fecero i suoi ultimi proprietari, che continuarono ad abitare al secondo piano. Dopo i necessari restauri la villa fu aperta al pubblico nel 2001 e ricevette il certificato d’eccellenza da TripAdvisor nel 2013.

Le origini della villa risalgono al Settecento, quando Paolo Antonio Menafoglio acquistò dei terreni sul colle Biumo Superiore, facendovi costruire un edificio a tre piani, affacciato su un grande giardino all’italiana, che si trova in posizione elevata sulla città. Secondo le abitudini dell’epoca, la residenza venne concepita come “villa di delizie“, quindi, non con funzione abitativa ma di svago. Purtroppo una cattiva amministrazione spinse Menafoglio a cedere la villa al nobile milanese Pompeo Litta Visconti Arese. Questi la fece ampliare, poco prima di essere nominato duca nel 1832 dall’imperatore d’Austria Francesco II°.

Nei Rustici furono costruite le nuove Scuderie e le Rimesse per le carrozze, allargando così la piazza di fronte all’ingresso. Un altro edificio fu poi eretto per ospitarvi la sala da pranzo, conosciuta come “Salone impero”. Elegante e magnifico, è contraddistinto da un particolare disegno del pavimento  e ospita una stufa e  la consolle. Così  villa Menafoglio divenne una residenza signorile.

La completa il verdissimo parco di 33 mila metri quadrati, anch’esso iniziato nel 1700, con tre parterre alla francese: il primo, lungo l’asse della corte d’onore,  il secondo, su un lato della villa , il terzo, ad  un livello inferiore. I signori Litta, secondo lo stile inglese, fecero poi piantare alberi ad alto fusto sul secondo e sul terzo, mentre il conte Panza vi fece sorgere la serra e la collinetta con un piccolo tempietto. 

Grazia Paganuzzi