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VIVIAMOCILENTO 2014: perché il Cilento è una terra da incontrare, assaporare, vivere.

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Il Cilento, Patrimonio dell’umanità per l’Unesco. La sua Storia è inscritta in ogni piccolo centro, nei brevi e lunghi sentieri, nei paesi abbandonati, nelle chiese e nelle cappelle. Paestum, che testimonia il legame tra Occidente e Oriente, portando all’interazione tra due mondi, Romanità e Grecità, per fare del sud Italia un misto di tradizioni e saperi, verso una nuova forma mentis. Novi Velia, colonia greca, trasformata in presidio di guardia in epoca romana. Fu sede dei normanni Umfredo e Gugliemo d’Altavilla, che avevano esteso i loro possedimenti nel Cilento. La Certosa di Padula, un’altra notevole testimonianza storica. Sede dell’ordine certosino, si divide in “casa bassa”, dove era previsto un contatto con l’esterno, e “casa alta”, spazio dedicato alla vita intima dei certosini (preghiera, studio, ritiro).

Certosa di padula

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è l’altra dimensione significativa presente sul territorio. Il primo a diventare Geoparco. Le spiagge poi, sono una vera delizia per gli occhi. Il mare blu, così tanto da primeggiare spesso negli scorsi anni con il riconoscimento di “Bandiera blu”, e le rocce, espressive forme di una storia vulcanica. Camerota, perla del Cilento, per aver ottenuto l’etichetta di “Spiaggia più bella d’Italia” lo scorso anno con la sua Cala Bianca, che appaga nel suo essere isolata e selvaggia.

La dieta mediterranea è un altro dei tanti motivi che fanno del Cilento un luogo da incontrare. Sapori antichi, che sanno di caprino, ricotte e formaggi, di “sopressate” stagionate in casa, perfette poi se maturano in quelle zone fresche e asciutte dove arriva il clima mite del mare, nonostante i mesi invernali. Melanzane, cavatelli, olio di oliva (famoso l’ulivo pisciottano), maiale in tutti i modi (perché del maiale non si butta nulla), lagane e ceci, pane che profuma di fuliggine.

oro-del-cilentoSpesso, questi piccoli centri storici di una comunità che fatica a saper interpretare la vita “moderna”, si animano con feste popolari, di carattere religioso. La Fede è un’altra forte presenza. I credenti sono coinvolti in processioni, riti liturgici, penitenze. L’impronta orientale, il dominio di molti popoli (come i Turchi), il passaggio dei Basiliani, dei Francescani e dei Certosini, ha lasciato un rapporto profondo tra comunità e dimensione religiosa. Il ritmo popolare è continuamente tramandato, e sono i giovani i promotori di tale riscoperta.

Il clima aiuta ad assaporare la vita, perché sono troppo pochi i giorni di pioggia, mentre il sole riscalda i corpi scolpiti dei contadini che godono di un terreno fertile. Fertile ma non sempre tutelato, anzi. E’ nota a tutti la Terra dei Fuochi che, contiene e assorbe (“uccide”!) scarti e tossine, che la Camorra ed affini organizzazioni, ha trapiantato in una delle zone più ricche e prolifere. Strano e assurdo destino quello del sud Italia e del Cilento quando, dinanzi a tanta bellezza e risorse, dimostra un comportamento autodistruttivo e reticente.

Anche quest’anno ViviamoCilento racconta il suo territorio attraverso il Sentiero, il Sapore, la Musica. Sono otto i paesi coinvolti: Castellabate, Montecorice, Pollica, Casal Velino, Pisciotta, Centola, Camerota, Sapri. Ogni giorno, dal 1 al 4 maggio (dalle 10 in poi), uno di questi paesi ha pronto un programma articolato in tre parti. La conoscenza del territorio è il primo livello, principalmente via mare, infatti prende il nome di “Sentieri del mare”. La cucina cilentana si può apprezzare al ritorno dalle escursioni (alle 18) nelle suggestive cornici dei diversi centri turistici. Infine la musica. La musica è quel linguaggio universale che crea relazioni, avvicina, rasserena gli animi, conferisce al ‘luogo’ un senso nuovo.

Afterhours-6401Due gli eventi più attesi: i Marlene Kuntz a Camerota venerdì 2, e gli Afterhours ad Acciaroli sabato 3 maggio alle 21. Due momenti musicali attesi dai giovani, soprattutto. I giovani non devono lasciare il Cilento. La cultura si deve incentivare, proteggere come un gioiello, trasmettere. Le correnti artistiche giovanili si devono promuovere, perché il giovane deve poter trovare le stesse possibilità di chi vive a Roma o a Milano. Arricchire il programma musicale con artisti più noti e forse meno “consoni” ai luoghi che si visitano, è un segnale positivo.

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