-2 alla presentazione del “famigerato” pacchetto-scuola

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Venerdì 29, il premier Matteo Renzi, presenterà, nel corso del Consiglio dei Ministri, il “famigerato” pacchetto-scuola: conto alla rovescia per docenti, precari e sindacati.

Tante cose sono state ipotizzate, discusse, pensate e scritte ma, solo venerdì, scopriremo la verità dei fatti rispetto al pacchetto-scuola.

Certo, il Ministro Giannini, durante il meeting di Rimini, ha anticipato molto di ciò che verrà presentato, tramutando molte ipotesi in realtà.

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Cerchiamo di riassumere, analizzando brevemente, i punti salienti che si toccheranno:

a)      Precariato – Supplenze: sembra che l’obiettivo sia superare il meccanismo delle supplenze per poche ore e fare leva sui docenti che mettono ore a disposizione e/o su un meccanismo di organico di rete. Quindi, se da un lato, 160mila precari, quelli delle graduatorie ad esaurimento, saranno assorbiti per coprire le esigenze didattiche, in nome della continuità e della stabilità dell’insegnamento, vedendo, così, una più rapida immissione in ruolo, dall’altro, i 400mila iscritti alle graduatorie di circolo e d’istituto potranno dire addio all’insegnamento.  Le graduatorie di circolo e d’istituto, quindi, perderanno la funzione di attribuzione delle supplenze, ma anche di finestra per l’accesso all’insegnamento come docente abilitato. Per potersi abilitare, allora, gli iscritti in III fascia hanno a disposizione solo il TFA. Su questo punto, il Ministro Giannini afferma “Sbrogliare la matassa delle supplenze della scuola significa prendere con molta consapevolezza e determinazione questo aspetto, come uno degli aspetti prioritari per una rivisitazione del sistema educativo italiano. Le supplenze non fanno bene né a chi le fa né a chi le riceve”.

Il reclutamento e la formazione degli insegnanti nel futuro sembrano prevedere:

abolizione della III fascia;

abilitazione dopo la laurea magistrale (3 + 2) e un anno di tirocinio in classe.

Rispetto ad un prossimo turnover si prevede:

tra il 2017 e il 2022, 4 su 10, per i pensionamenti previsti;

nuovo concorsone nel 2015;

600 nuovi presidi.

b)      Merito: sembra quasi che si voglia ristabilire una sorta di “meritocrazia”. La Giannini, infatti afferma “Chi fa di più, prende più soldi. Bisogna cambiare le regole del gioco e ammettere, contrattualmente e tecnicamente, che lo stipendio di un insegnante non varia solo in virtù del suo progresso di anzianità nel lavoro che svolge, ma soprattutto in virtù delle attività che svolge e della valutazione delle attività, sia funzionale che di merito. La valutazione – e con questo conclude- deve essere collegata al contratto, da come si entra a scuola, come si progredisce nella carriera, a come si può essere penalizzati”.

Si era ipotizzato una tripartizione della carriera su tre gradini:

docente ordinario, il cui compito è l’insegnamento;

docente esperto, con compiti di carattere organizzativo quali: progettazione didattica, orientamento, valutazione, bisogni educativi speciali, nuove tecnologie, comunicazione, intercultura, sicurezza …;

docente senior, con compiti connessi alla formazione iniziale e all’aggiornamento dei docenti della scuola.

Poiché, però, non ci sono fondi a sufficienza, sembra che la tripartizione resterà al momento solo un’ipotesi e bisognerà ripiegare su formule di incentivazione per chi vorrà assumersi più incarichi, andando oltre l’orario di insegnamento.

In questo contesto, viene alla luce un altro nodo: Aggiornamento degli insegnanti. L’Italia, ad oggi, è l’unico paese in cui l’aggiornamento professionale non è obbligatorio e ciò potrebbe cambiare.

Rispetto al contratto si prevede:

–          ridimensionamento degli scatti d’anzianità;

–          formazione permanente obbligatoria;

–          incentivi ai docenti che su base volontaria offrono disponibilità oraria.

c)       Nuovi programmi e nuove competenze:  sembra che si voglia modernizzare i percorsi scolastici, per ogni ordine e grado, per stare al passo con i tempi. La didattica dovrà prevedere:

–          inglese e informatica a partire dalla primaria;

–          reintroduzione di storia e geografia negli istituti tecnici;

–          più ore di musica e storia dell’arte.

d)      Alternanza Scuola – Lavoro: sembra si voglia prendere ad esempio il modello duale tedesco. Alternare la scuola al lavoro dovrebbe arginare i fenomeni di abbandono e dispersione scolastica, garantendo ai ragazzi una maggiore professionalità e un più diretto ingresso nel mondo del lavoro. Si prevedono:

–          stage in azienda e nell’istituzioni a partire dal terzo e quarto anno;

–          un maggiore coinvolgimento delle piccole aziende, musei, siti culturali.

e)      Scuole non statali (Paritarie) e finanziamenti: sembra che si voglia riportare in auge la “libertà di scelta”, riferendosi alla Legge Berlinguer del 2000. La Giannini sottolinea l’importanza di “un sistema integrato per una missione educativa globale”. L’intento è detassare le iscrizioni degli istituti non statali. Nello stesso tempo si prevedono maggiori investimenti e infrastrutture per la scuola in generale:

–          dotazione di un miliardo per stipendi e premi;

–          sponsor per i laboratori negli istituti tecnici;

–          più fondi per la scuola dell’infanzia;

–          rafforzamento delle reti informatiche.

f)       Sostegno: si prevede un rapporto di 1 a 2 tra insegnanti di sostegno e ragazzi in difficoltà, sempre più in aumento nelle scuole italiane, ormai alla soglia delle 222.000 presenze, contro 67.000 insegnanti di sostegno.

g)      Quota 96: sembra che venerdì 29 non ci sarà tempo di affrontare anche questo tema. Si annunciano manifestazioni dei COBAS.

A questo punto bisogna solo attendere che arrivi presto venerdì ed ascoltare cosa si dirà del “famigerato” pacchetto-scuola.

Carmen Giordano

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.

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