La centenaria teoria di Einstein è confermata

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Un team di scienziati internazionali hanno annunciato oggi (dopo mesi di verifiche di dati), la prima rilevazione diretta delle onde gravitazionali. Una scoperta che  conferma una predizione importante della teoria della relatività generale enunciata da Albert Einstein nel 1915. Gli scienziati finora erano riusciti a dedurre l’esistenza delle onde gravitazionali, ma mai  ad osservarle.

Il 14 settembre 2015  un’onda nello spazio-tempo causata dalla collisinone  di due buchi neri che si sono scontrati 1,3 miliardi di anni fa, è arrivata sulla Terra ed è stata rilevata dai sofisticati strumenti degli astrofisici,  due rilevatori sotterranei negli Usa, progettati per captare le minime vibrazioni prodotte dalle onde gravitazionali, un progetto chiamato di Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory e l’acronimo LIGO in collaborazione con i colleghi italiani dei VIRGO e i francesi del CNRS.

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I rilevatori Ligo, fatti a forma di  L, sono lunghi circa quattro chilometri, si trovano uno ad Hanford Washington e l’altro a Livingston  Louisiana  e secondo Tuck Stebbins, del laboratorio di astrofisica gravitazionale del Goddard Spaceflight Center Nasa,  sono “le macchine più complesse mai costruite da uomo”.

Einstein sosteneva che lo spazio-tempo è una specia di rete che cede sotto il peso degli oggetti e le onde gravitazionali sono come increspature sulla superficie di uno stagno causate da un sasso lanciato. Le onde gravitazionali misurano la tensione dello spazio, un effetto del movimento di grandi masse che deformano la struttura dello spazio-tempo, si muovono alla velocità della luce e non possono essere fermate da nulla.

“La forma dell’onda che possiamo calcolare sulla base delle teoria di Einstein del 1916 corrisponde esattamente a quel che abbiamo osservato nel 2015” ha detto David Shoemaker  capo del team LIGO. “Sembra uno stridore, qualcosa che comincia alle basse frequenze – per noi vuol dire a 20 o 30 hertz – come la nota più bassa di una chitarra basso e sale molto rapidamente per una frazione di secondo… fino a 150 hertz, una specie di Do di mezzo sulla tastiera di un piano”. Lo stridore, “corrisponde al restringimento progressivo dell’orbita dei due buchi neri, mentre i due oggetti sono sempre più veloci finchè diventano uno solo.E poi alla fine dell’onda, vediamo il buco nero finale che trema, come se fosse di gelatina, prima di fermarsi in uno stato statico finale”.

“Questa nuova visione dello spazio ci darà una comprensione del cosmo più profonda e ci condurrà a scoperte inattese”  ha detto France Cordova, direttrice della US National Science Foundation, che ha finanziato la ricerca. Ci sono voluti decenni di ricerche, ma finalmente si apre una nuova finestra sull’universo.

 

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