Messico: Trovato cucciolo di tigre dentro un pacco

Alla dogana è stato scoperto grazie al fiuto di un cane poliziotto

I poliziotti della dogana messicana di Jalisco hanno  fatto una scoperta che ha dell’incredibile e allo stesso tempo assurda. Grazie al fiuto del loro cane del servizio anti-contrabbando  hanno trovato un cucciolo di tigre bengalese avvolto in un sacchetto di plastica e chiuso dentro un pacco postale.

L’animale di appena due mesi  era sedato e disidratato, sarebbe dovuto arrivare a una piccola città del Messico centrale, ma per fortuna il suo viaggio si è interrotto alla dogana dove è stata aperta un’inchiesta per maltrattamento di animali esotici.   Illegale oltre che molto pericolosa per la salute dell’animale. Il cucciolo è  stato affidato alle cure del veterinario locale.

Il commercio illegale è sempre più diffuso

Purtroppo la nascita di mercati sempre più estesi e meno controllati rappresenta un incentivo ai commerci leciti, ma allo stesso tempo offre una micidiale occasione di arricchimento alle mafie internazionali per movimentare illegalmente, anche su distanze enormi, ogni genere di oggetto o specie vivente. Per i trafficanti, insomma, nessun posto è oramai lontano. Traffici che si sono mossi prevalentemente sulle cosiddette autostrade del mare, soprattutto per i grossi carichi e le lunghe distanze. È qui, infatti, che secondo la Commissione europea si muove l’81% dei traffici mondiali. Mentre per i carichi più piccoli e di alto valore aggiunto, e le tratte più brevi, rimangono allettanti anche i movimenti su strada o via aerea: anche una semplice valigia o uno zaino può servire per accumulare profitti illeciti come si è visto in questo caso.

Le inchieste che hanno riguardato i porti italiani sono state 114, quelle che hanno coinvolto gli aeroporti 19, mentre le altre indagini si sono rivolte contro flussi illegali che avevano quale base operativa singoli capannoni, dove occultare soprattutto merci e pattume da spedire in un secondo momento da qualche parte nel mondo.  Inoltre  quelle che  interessano merci contraffatte e specie protette rappresentano il 71% del totale.

I dati Eurostat

Dal 2001 al 2009, secondo i più aggiornati dati Eurostat, le esportazioni legali di rifiuti dai paesi Ue verso paesi non Ue sono cresciute del 131%. Nello stesso tempo sono cresciute le rotte illegali, come dimostrano i dati dei sequestri effettuati negli ultimi due anni dall’Agenzia delle dogane nei nostri porti: quasi 20 mila tonnellate di scarti  destinati illegalmente all’Estero, soprattutto plastica, carta e cartone, rottami ferrosi, pneumatici fuori uso (Pfu) e rifiuti elettrici ed elettronici (Raee).

La corruzione alimenta i crimini illegali

La corruzione è un altro dei protagonisti indiscussi dei mercati criminali globali,  apre le porte   dei controlli e lascia  cosi  agire indisturbati i principali protagonisti. Questo vale per i traffici di rifiuti e di merci contraffatte, ma vale ancora di più nel commercio illecito di specie animali protette specie quelle esotiche, che provengono da aree povere del mondo dove la tangente può valere molto di più della retribuzione ufficiale mensile, se non addirittura annuale. A confermare che le rotte illegali transnazionali una volta aperte servono per far transitare qualunque cosa possa avere mercato, sono le due recentissime maxi inchieste internazionali (15 gennaio 2013) contro la mafia somala, denominate “Bakara” e “Boarding Pass”.

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