Ad Aleppo è dramma umanitario

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Ad Aleppo è dramma umanitario: i combattimenti contro il sedicente Stato islamico proseguono senza sosta e l’esercito regolare siriano avanza in alcuni quartieri che fino a pochissimo tempo fa erano saldamente controllati dai ribelli. Le bombe cadono incessantemente giorno e notte e si sentono solamente i tonfi dei missili e il crepitio delle armi da fuoco: l’aria è invasa dalla polvere delle macerie delle case che vengono rase al suolo e dall’odore acre del fumo provocato dai numerosissimi incendi.

Le condizioni di vita dei civili sono a dir poco proibitive e ormai tutti gli abitanti della città che non sono ancora fuggiti vivono allo sbando senza più una casa, senza generi di prima necessità e senza nemmeno luoghi sicuri in cui rifugiarsi quando le bombe sono troppo vicine; anche gli ospedali e le scuole sono colpiti senza pietà e tanti malati gravi che non possono essere spostati sono rimasti intrappolati sotto le macerie degli istituti di cura crollati.

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I bambini in modo particolare stanno soffrendo più di tutti le privazioni e le violenze della guerra; molto spesso sono soli dopo che i loro genitori hanno perso la vita nei combattimenti e sono costretti a subire violenze e soprusi di ogni genere, non possono andare a scuola e giocare come tutti i loro coetanei e si aggirano per la città come fantasmi in cerca di qualcosa da mangiare e da bere. Secondo l’Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di infanzia, sono almeno 100000 i bambini che ogni giorno bevono acqua contaminata nella città siriana sotto assedio con gravi rischi per la loro salute e per il loro sviluppo futuro.

Nel dramma umanitario di Aleppo i civili continuano a perdere la vita e non hanno più nessuna possibilità di scappare perché tutte le vie d’accesso alla città sono chiuse e nella morsa dei combattimenti; Raed al Saleh, uno dei capi e coordinatori del gruppo dei Caschi Bianchi ha detto: ” I civili siriani non si possono nascondere, non possono trovare riparo da nessuna parte nella città di Aleppo. Di fatto aspettano seduti nelle loro case di essere uccisi e per queste persone non c’è più alcuna speranza”.

Dopo che la fragile tregua concordata tra Stati Uniti e Russia non ha retto la guerra è ripresa più feroce di prima e il dramma umanitario è ormai diventato insostenibile.

 

 

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com