Allarme virus in Cina, sei morti e 291 nuovi casi

Fiumicino: "Controllare i passeggeri dei voli in arrivo"

Salgono a sei le vittime del nuovo virus in Cina che sta creando una vera e propria epidemia. I nuovi casi di infezione salgono a 77 nel Paese, dove si contano in totale 291 persone contagiate e 922 I pazienti che restano sotto osservazione negli ospedali cinesi.

Lo riferiscono le autorità sanitarie locali, confermando che sono sette finora le persone colpite fuori dalla cittadina cinese epicentro del focolaio dell’epidemia. Altri casi sono stati segnalati oltre che a Pechino anche in altri paesi ovvero la Thailandia il Giappone e la Corea del Sud.

Il nuovo virus che fa paura

Il nuovo virus misterioso non ha un nome dicono gli esperti. Per i ricercatori la malattia di cui è responsabile è infatti una «polmonite virale dalle cause sconosciute». Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdpc), un’agenzia dell’Ue, ha fatto sapere che le probabilità che il virus arrivi nell’Unione Europea sono considerate basse.

Il virus, per gli infettivologi, non è simile né a quello della Sars, emersa in Cina nel 2002-2003 e responsabile di 8.437 casi con 813 decessi, né a quello della Mers, isolato per la prima volta a Londra nel 2012. Il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco ha dichiarato “E’ chiaro che i cinesi dicono abbastanza poco” sul nuovo coronavirus, “ma penso che la situazione vada vista anche in positivo: sono riusciti a individuare una ‘fogliolina’ in un mare sconfinato. Questi circa 200 casi di polmonite, che magari saranno anche molti di più e potrebbero sbarcare anche in Italia, sono però una piccola epidemia, che è stata individuata per tempo e che è ora, per questo, contenibile“.

Sembra che il nuovo virus si trasmetta da uomo a uomo. L’organizzazione mondiale della Sanità l’OMS ha spiegato che i casi di infezione potrebbero essere addirittura 1.700. Per gli esperti proprio il fatto che il virus sia stato “esportato”, fa pensare che il focolaio di partenza sia molto più ampio. I dati si basano anche sul traffico aereo da Wuhan, spiega Neil Ferguson, l’autore principale dello studio pubblicato sul sito dell’Università di Londra. Un focolaio di questa portata fa pensare ad una possibilità di trasmissione da uomo a uomo, finora esclusa ma in serata confermata da un gruppo di esperti cinesi. Il mercato da cui si è originato il focolaio.

Ue controlli negli aeroporti

In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan tra cui Roma Fiumicino. Intanto dalla direzione sanitaria dell’aeroporto di Leonardo Da Vinci arriva l’allerta a tutte le compagnie aeree che hanno collegamenti con il Paese perché vengano effettuati controlli sui passeggeri in arrivo. Si legge “Tutte le compagnie aeree con voli provenienti dalla Cina (tutti gli aeroporti) sia con voli diretti che con scalo intermedio devono avere a bordo un numero di Plc (scheda individuazione passeggeri per fini di sanità pubblica) pari al massimo numero di passeggeri ed equipaggio imbarcabili. “E’ d’obbligo delle compagnie aeree di rispettare e mettere in atto tutto quanto“.