Annalisa Minetti a “Domenica Live”: “Anche i ciechi possono avere una vita normale, se organizzata, e alcuni guarire”

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Annalisa Minetti, 39 anni, è stata ospite Domenica 10 aprile a Domenica Live, il programma condotto Barbara D’Urso su Canale Cinque, con il suo fidanzato fisioterapista Michele, conosciuto durante una manifestazione sportiva a cui lei partecipava e con il quale convolerà a nozze alla fine dell’estate. Nel 2013 si era separata dal marito, l’ex calciatore napoletano Gennaro Esposito, padre di suo figlio Fabio, che ora ha 8 anni.

Ex concorrente a Miss Italia (1997), cantante – nel 1998 ha vinto il Festival di Sanremo nella Categoria Nuove Proposte con la canzone Senza te o con te – e campionessa paralimpica – nel 2012 ha conquistato la medaglia di bronzo nei 1500 metri alle paralimpiadi di Londra, stabilendo il record mondiale della categoria ciechi, e nel 2013 si è aggiudicata la medaglia d’oro ai campionati di Lione negli 800 T11, ottenendo un nuovo record grazie al tempo di 2’21″82  –, Annalisa  ha anche voluto tornare a difendere la sua posizione sostenuta di recente in merito alla cecità, alla possibilità  per alcune persone non vedenti di guarire, o comunque di avere una vita normale: una posizione volta a dare speranza, ma che le ha attirato una pioggia di critiche, l’ultima da parte di Mario Bongi, vice presidente dell’Unione Ciechi d’Europa. Quest’ultimo, in una video-intervista, ha accusato Annalisa Minetti di fare del “sensazionalismo” su quel tipo di disabilità e di divulgare appunto “notizie false sulla possibilità di guarire”. Alcuni medici hanno persino accusato la cantante-atleta di essere una “falsa cieca” per la sua autonomia – o forse proprio perché spera di guarire?  –.

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Lei, però, forte e determinata come sempre nonostante sia ipovedente a causa di una Retinite Pigmentosa – la stessa patologia che ha colpito in forma meno grave Francesca, una delle sue due sorelle minori – e stia perdendo del tutto la vista, ha dichiarato che la speranza non è un’illusione ed una cura esiste sul serio. Il suo oculista, il Prof. Andrea Cusumano, che ha lo studio a Tor Vergata (Roma), le ha fatto sapere che tra qualche tempo, forse tra tre anni e mezzo, potrà sottoporsi ad un intervento chirurgico in California, che potrebbe consentirle di vedere di nuovo; le ha parlato anche di una cura a base di cellule staminali in Svizzera e pure all’Università di Tubingen, in Germania, la ricerca ha portato alla realizzazione di uno strumento che si basa sulle stimolazioni elettriche che potrebbe aiutare a rallentare la progressione della Retinite Pigmentosa e favorire il ripristino del campo visivo delle persone che ne sono affette.

Annalisa, intanto, continua a lottare, a sperare, e ad essere autonoma, perché, ha raccontato a Domenica Live, la sua vita è “organizzata” e non le manca niente. Il bastone e il cane non devono essere un’imposizione ma una scelta, ha sostenuto.

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).