Attentati di Parigi: è caccia all’uomo

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Il ragazzo nella foto è Abdeslam Salah ed è l’ultimo componente del gruppo terroristico che venerdì sera ha insanguinato Parigi e forse cambiato il corso della storia; il miliziano islamista sarebbe in fuga verso il Belgio, forse tenta di rientrare a Bruxelles dove è residente da molti anni.

La polizia francese ha prontamente diffuso questo identikit per avvisare chiunque lo incontri di chiamare immediatamente le forze di sicurezza: il giovane uomo è armato e molto pericoloso e non si può escludere che possa in futuro progettare altri attacchi. Le due auto usate per portare i terroristi sui luoghi degli attentati a Parigi sarebbero state noleggiate a suo nome ed è lui che avrebbe rifornito il gruppo islamista di armi e cinture esplosive.

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Nel quartiere multietnico di Bruxelles dove abitava sono in corso perquisizioni serratissime e stanno cominciando anche i primi fermi di persone che potrebbero essere informate sui folli piani di morte dei miliziani islamisti. Ci sarebbero forti legami tra cellule terroristiche francesi e belghe, tanto che il Ministro degli Interni francese ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il suo omologo belga. I due ministri hanno spiegato che: “I deplorevoli attacchi di sabato – ha detto – sono stati preparati in uno Stato estero e condotti da persone mobilitate sul territorio belga, che si sono avvalse di appoggi in Francia”. 

I controlli e le perquisizioni, tuttavia,  non sono in corso solo a Bruxelles ma in tutta Europa; a Lione sono stati sequestrati un lanciarazzi e molte armi che avrebbe potuto essere usate per altri attacchi e cinque persone sono state messe in stato di fermo, a Grenoble altre cinque persone con evidenti legami con organizzazioni islamiste sono state arrestate, mentre a Tolosa gli arresti sono stati tre.

Secondo le prime ricostruzioni i jihadisti si sarebbero tenuti in contatto tra loro con i messaggi criptati delle loro playstation e avrebbero organizzato gli attacchi con simulazioni su siti Internet e forum islamisti.

Le autorità francesi e belghe stanno lavorando in questo momento per creare una squadra di collegamento tra le forze di sicurezza e di intelligence dei due Paesi, in modo da condurre le indagini in modo più coordinato e agevole ed incrociare dati ed informazioni. Intanto la caccia all’uomo continua e si spera che il terrorista venga arrestato al più presto.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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