Estero
Attentato all’ex sede di Charlie Hebdo, il pakistano ammette e rivendica l’atto compiuto

E’ stato identificato e arrestato il colpevole dell’attacco terroristico ai danni di due ragazzi francesi, avvenuto nella giornata del 25 Settembre a Parigi, davanti a quella che era la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, già vittima dei jhadisti nel 2015. Infatti, in seguito all’attentato del 7 Gennaio 2015, la sede si è trasferita in un luogo tenuto segreto, costantemente sotto protezione per evitare ulteriori attacchi.
Una giornata qualunque nei pressi di rue Nicolas-Appert, dove i due ragazzi puntati da Ali H lavoravano. La loro azienda televisiva è situtata nello stesso palazzo dove anni prima c’era la sede di Charlie Hebdo. Una pausa dal lavoro finita in tragedia. Sembra che ad infastidire il diciottenne pakistano siano state le caricature di Maometto pubblicate di recente dal giornale satirico in seguito all’apertura del processo sul precedente attentato subito dalla sede. Un atto vendicativo, una sorta di punizione per le immagini riporatte sul giornale. L’arma con cui colpisce le due vittime è una mannaia. I soccorritori arriveranno dopo poco tempo. Nonostante le gravi ferite riportate, le loro condizioni sembrano essere stabili.
L’uomo, che stando ad un primo confronto con gli agenti, non sembra essere pentito dell’atto compiuto. Ha rivendicato il gesto folle come “atto politico per difendere la sua patria e le sue origini“. Rilasciato invece l’altro uomo identificato, che in seguito a numerose indagini, è stato considerato dalle forze dell’ordine come testimone oculare dell’evento.








