Attentato di Manchester: tracciato il profilo di Abedi ed i suoi legami con la rete del terrore

Il fratello minore di Abedi, Hashem ha confessato che entrambi avevano giurato fedeltà all'Isis. Emerge un quadro di forte radicalizzazione e di forti legami con gli ambienti jihadisti.

Poliziotti al lavoro nei pressi della Manchester Arena, Manchester, Regno Unito (Peter Byrne/PA via AP)

L’attentato del 22 maggio 2017 ore 22:33 a Manchester è stato un attacco suicida che ha provocato la morte di 23 persone (incluso attentatore) e 122 feriti, che lo rende il peggior attacco avvenuto nel Regno Unito dagli attentati di Londra del 2005.

L’attentato è avvenuto al Manchester Arena al termine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande, quindi in un luogo colmo di giovani e giovanissimi.

La polizia ha confermato nei giorni scorsi che si è trattato di un atto di terrorismo confermando che fra le vittime ci sono dei bambini. Lo ha reso noto il capo della polizia della città britannica, Ian Hopkins, precisando che si sta seguendo la pista “dell’attacco terroristico fino a quando non avremo indicazioni contrarie”. Secondo quanto riportano alcuni media, l’esplosione sarebbe stata causata da una bomba “farcita di chiodi“, e gli investigatori sono quasi certi che: “L’attacco è stato effettuato da un solo uomo che è morto nell’attentato“.

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La deflagrazione è avvenuta nel foyer, poco lontano dalla biglietteria, mentre gli spettatori stavano iniziando a lasciare l’area, tra le più grandi in Europa, che ha una capienza di circa 20 mila persone. La cantante che si esibiva è la statunitense Ariana Grande, che Ha solo 23 anni ma è già uno degli idoli più amati dai teenager di tutto il mondo e seguitissiima sui social network. Questo giustifica la presenza delle migliaia di giovani e giovanissimi. In pochi minuti è scoppiato il panico, con centinaia di persone che urlavano, cercando una via di fuga, come mostrano i video pubblicati sui social.

Sono stati momenti concitati di incredulità e paura che ha subito visto riversarsi la folla in strada, mentre arrivavano i primi soccorsi. Tante le testimonianze dei presenti, per lo più confuse. “Ariana aveva appena finito di cantare e stava lasciando il palco, ha raccontato un testimone alla Cnn, Mi sono guardando intorno perché ho sentito un boato, e poi tanta gente che urlava e piangeva e si riversava verso l’uscita, per allontanarsi dall’arena”.

Subito dopo l’attentato l’artista statunitense ha lasciato un messaggio sul suo profilo Twitter, dove ha più di 45 milioni di follower: “Sono devastata. Dal profondo del mio cuore, mi dispiace così tanto. Non ho parole”.

Non si è fatta attendere neppure la rivendicazione dello stato islamico avvenuta il 23 maggio scorso.

Tracciamo il profilo dell’attentatore-suicida SALMAN ABEDI.

Il kamikaze che si è reso protagonista della strage dello scorso 22 maggio era rientrato di recente dalla Libia. Lo ha raccontato al Times un suo amico dell’università di Salford, ateneo in cui anche l’attentatore era iscritto, al secondo anni di Economia: “Si trovava in Libia tre settimane fa, era tornato da pochi giorni“.

Il ventiduenne Salman Abedi, nato in Gran Bretagna da genitori fuggiti dal regime di Gheddafi, potrebbe aver quindi preparato l’attacco di lunedì sotto la guida jihadista.

Gli  inquirenti americani in stretta collaborazione con quelli britannici hanno riferito ai media Usa che l’uomo era legato ad Al Qaeda, gruppo jihadista alleato ad Isis in Libia contro le forze governative. Gli inquirenti sono giunti a questa conclusione partendo proprio dal tipo di bomba utilizzato dall’attentatore, un ordigno sofisticato «fatto con materiali difficili da reperire nel Regno Unito» .

Per i vicini di casa abedi era «Un tipo strano. Abbastanza solitario, poco visibile, tranne negli ultimi tempi che era più spesso con amici e rientrava tardi la sera».

Ovviamente le indagini si sono concentrate sin da subito anche e soprattutto  nell’ambito famigliare di Salam.

Di fatti le forze antiterrorismo hanno arrestato a Tripoli Ramadan Abedipadre 51enne dell’attentatore, che poco prima aveva rilasciato una dichiarazione all’Associated Press per scagionare i figli.

In un comunicato separato le forze dell’ordine hanno poi fatto sapere di avere già in custodia da ieri il fratello minore di Abedi, Hashem, nato nel 1997

IL FRATELLO: IO E SALMAN FEDELI ALL’ISIS –

Il fratello minore di Abedi, Hashem ha confessato che entrambi avevano giurato fedeltà all’Isis. La Rada, la milizia che gestisce la sicurezza a Tripoli, conferma la notizia del suo arresto e in un comunicato svela che il giovane “ha confessato di aver aderito all’Isis con suo fratello Salman El Abedi autore dell’attentato di Manchester“. La Rada rivela inoltre che il giovane ha ammesso di essere stato al corrente di tutti i dettagli della preparazione dell’attentato. La rete britannica Sky News sostiene inoltre che il 20 enne non solo era a conoscenza del progetto del fratello ma stava a sua volta preparando un attacco a Tripoli.

A far scattare l’operazione, il fatto che abbia preso in consegna una somma consistente di denaro, 4.500 dinari libici, inviatagli da Salman prima dell’attentato.

Il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, è sempre più convinto che Salam non ha gito da solo ma che “faceva parte di una rete“. Lo stesso è convinto che l’ordigno gli sarebbe stato consegnato da qualche esperto addestrato nella preparazione degli esplosivi e Salam si sarebbe limitato ad azionarla con un detonatore che teneva in mano. L’artificiere quindi sarebbe ancora in libertà e potrebbe colpire in qualsiasi momento.

Emergono, pertanto, dettagli inquietanti come la testimonianza di alcuni vicini che rivelano alla stampa di aver visto i due fratelli cantare inni dell’Islam radicale.

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