Auto del futuro…come sarà? Autonoma, condivisa e non inquinante

è questo l’identikit dell’auto del futuro prossimo tracciato da Unrae.

Auto del futuro…come sarà? Autonoma, condivisa e non inquinante. E’ questo l’identikit dell’auto del futuro prossimo tracciato da Unrae che prevede, nel 2030, un mercato composto al 15% da auto elettriche, 35% di ibride, 35% fra benzina e diesel e, oltre il 13% fra metano e Gpl.

Nel corso dell’Automotive Dealer Day a Verona è stato tracciato l’identikit dell’auto del futuro. Questo corposo rapporto redatto con CNR, ha dato la possibilità di scoprire come sarà l’auto del futuro e di sfatare i luoghi comuni più famosi. Uno in particolare che il Diesel sia il motore più inquinante, mito sfatato.

L’Unrae sottolinea l’importanza della centralità dell’automobile negli spostamenti. Anche se i nostalgici, come Gioele Dix, pensano al passato col “cornetto rosso napoletano” che penzolava dallo specchietto e la calamita con santino rigorosamente sul cruscotto.

Il presidente Michele Crisci commenta così “L’insediamento urbano diffuso italiano – ricorda il presidente Michele Crisci – con pochi grandi centri, e il trasporto pubblico con un indice di gradimento tra i più bassi di Europa, rendono impossibile l’inversione di tendenza in tempi brevi e medi. L’auto oggi non è più vista come un mezzo obbligatoriamente privato: due terzi della popolazione, infatti, è interessata all’ibrido; 7 su 10 al car sharing”.

L’Italia è ancora indietro rispetto al resto d’Europa

Il problema dell’Italia è che abbiamo un parco macchine troppo anziano rispetto all’Europa, 7,6 milioni di mezzi sono precedenti all’euro 3. I ricercatori del CNR fermano la “demonizzazione” dei motori Diesel, conti alla mano affermano che non è il motore più inquinante. Calcolando anche l’inquinamento in fase di produzione, un diesel ibrido o di ultima generazione inquina meno del benzina e dell’elettrico.

Oltre al parco macchine è stato bocciato anche il trasporto pubblico urbano italiano. Secondo Unrae “presenta livelli di offerta e performance lontane dagli standard europei e fortemente sottodimensionata rispetto al fabbisogno. Solo Milano intercetta con il Tpl una quota interessante di mobilità urbana (57%). Questo però si ridimensiona di molto considerando gli spostamenti tra comuni dell’area metropolitana (37%). ” L’età media di un autobus italiano è di circa 11 anni, rispetto ai 6-7 di Regno Unito e Francia. Il giudizio di gradimento dei cittadini è di molto inferiore rispetto agli standard europei.

La soluzione sarebbe, per un periodo limitato ad alcuni anni, la convivenza di veicoli di vecchia generazione con quelli di nuova, ibridi e plug-in. Questo permetterebbe un rinnovamento del parco auto contribuendo ad avere nel 2030 auto più eco-friendly. Perchè questo si avveri, in Italia si necessita di maggiori colonnine di ricarica e una cabina di direzione tra addetti ai lavori ed istituzioni.

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Ramona Allegri
Articolista, scrittrice e blogger lifestyle e food, possiedo un blog di cucina Il Mondo di Ramy Food con le ricette da me ideate basate sulla cucina mediterranea, adoro l'arte in ogni sua forma. Ho pubblicato un libro di ricette "ricette low-cost per famiglie in crisi" e sto lavorando ad un romanzo attualmente.
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