Avanzata dell’estrema destra in Slovacchia

2016_03_05_Ficot_polls

 

In Slovacchia il partito del premier uscente Robert Fico non è riuscito ad ottenere la maggioranza dei seggi nel nuovo parlamento e potrebbe quindi non riuscire a formare un nuovo governo. Il partito del premier Direzione Socialdemocrazia ha ottenuto solamente il 28,3% dei consensi, un risultato che non può certo essere considerato soddisfacente per un primo ministro che nel 2012 era riuscito ad ottenere oltre il 44% dei consensi ed era considerato il politico più popolare del suo Paese.

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Il nuovo parlamento sarà molto probabilmente composto da parecchie forze politiche perché sono molti i partiti minori che sono riusciti a oltrepassare la soglia di sbarramento del 5% e ad accedere così all’assemblea legislativa.

I veri vincitori di questa tornata elettorale sono stati i partiti della destra più conservatrice che in alcuni casi stanno facendo discutere per alcune affermazioni contro l’Unione Europea alla vigilia del semestre di presidenza slovacco dell’Unione che comincerà a luglio di quest’anno.

Ha ottenuto l’8% dei consensi e 14 seggi in parlamento il discusso partito di estrema destra S Nase Slovensko, il cui leader in passato si è presentato in pubblico con l’uniforme nazista e in alcuni discorsi ha pronunciato parole di fuoco contro le istituzioni comunitarie, gli immigrati e la minoranza rom.

Da più parti questo partito è stato accusato di fomentare l’odio e di razzismo; alcuni temono che le idee di queste formazioni di destra estrema possano condizionare negativamente i rapporti tra Slovacchia ed istituzioni di Bruxelles.

Il premier uscente in campagna elettorale ha usato frasi al limite della xenofobia come ad esempio: “I migranti di religione islamica non possono essere integrati. L’idea di un’Europa multiculturale è fallita, è pura fiction”, ma questo non ha fermato l’avanzata della destra estrema.

In molti Paesi la destra estrema ha ottenuto risultati sorprendenti  e questo è di certo dovuto alla cattiva politica estera delle istituzioni comunitarie che non sono state capaci di distinguere tra chi ha davvero bisogno di aiuto e protezione internazionale e migranti economici.

 

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