Belluno, madre riconosce il figlio di tre anni rapito dall’Isis

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Ennesimo caso di donna occidentale che si vede portare via il figlio dall’ex marito musulmano. Questo è se possibile ancora più grave, perché l’ex marito di Lidia Solano Herrera, cubana di Longarone (Belluno),  l’ex imbianchino bosniaco Ismar Mesinovic, è partito con loro bimbo di tre anni, Ismail, per arruolarsi nell’Isis in Siria.

Aveva detto alla moglie, da cui era separato, che avrebbe portato il piccolo a trovare i suoi parenti in Bosnia, come aveva fatto altre volte, ma poi si sarebbe arruolato nello Stato Islamico e poco tempo fa sarebbe morto.

Del bambino nessuna traccia, solo rassicuranti sms da parte dei parenti bosniaci e di un amico di Mesinovic, Munifer Kalameleski, un macedone diventato anche lui un jihadista. Nessuna indicazione di dove Ismail si trovi.

Fino a quando Lidia non s’imbatte in alcune foto, come quella di un bimbo tenuto per mano ad un terrorista e abbigliato da “combattente” dell’Isis, con tanto di mitra. Ha trovato quelle immagini su uno dei siti del Califfato e ha riconosciuto la propria creatura.

Qualche giorno fa la donna è intervenuta al programma AnnoUno su La7 e ha parlato del suo dramma, implorando di trovare suo figlio e di  aiutarla riportarlo a casa, in Italia.

Del caso si stanno occupando anche i Ros di Padova, che già si stanno occupando dei reclutatori di terroristi in Veneto.

 

 

 

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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