Berlusconi e il ritorno di Forza Italia

Berlusconi-Alfano

Oggi, venerdì 25 ottobre, a Roma è prevista una riunione presso l’ufficio di presidenza del PDL: Berlusconi ha intenzione di riprendersi il partito. Abbandonato da tutti, pugnalato dai “suoi” ministri, cambierà il nome al partito, da Pdl tornerà al vecchio nome di Forza Italia.

Nel nuovo organigramma non sarà più prevista la figura del segretario, ruolo al momento ricoperto da Alfano, che forse verrà nominato vice di Berlusconi, anche se il Cavaliere non ha certo intenzione di lasciarli troppo potere, visto che solo lui dovrà essere al centro della scena e dettare le regole a cui tutti devono sottostare. Il vice-premier Alfano, pertanto, si trova davanti ad una difficile scelta: da una parte, la scelta di abbassare il capo, attendendo l’eredità politica di Berlusconi che dovrebbe ugualmente ricevere, dall’altra scegliere di seguire i ministri del governo Letta, spostandosi verso il centro di Mauro e Casini. I ministri del PDL non hanno accolto positivamente questa decisione, definendolo “un colpo di mano”. Alfano invece l’ha saputo a Bruxelles, mentre rappresentava il partito nel consesso dei Popolari europei.

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Pure in occasione della mancata crisi, il Cavaliere aveva deciso le dimissioni dei ministri a loro insaputa: un atto autoritario che non dovrebbe esistere in un Paese democratico come si definisce l’Italia. Tra Alfano, i ministri e altri c’è dunque chi scalpita per andarsene dal partito e chi invece rimane più prudente e attende: molti “centristi”, come Formigoni e Giovanardi, sarebbero pronti a trasferirsi in un partito di centro, quindi con il Cavaliere sembrerebbero restare solo gli “scalmanati”. Quale strada sceglierà il Dottor Alfano?