Il bonus da 600 euro riservato ai professionisti con cassa, dovrebbe aumentare, fino a raggiungere un ammontare a 1000 euro per il mese di maggio. Tuttavia, quanto annunciato, non è precisamente esplicitato nel testo del decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il reddito di ultima istanza introdotto già dal decreto Cura Italia, vale per i professionisti con una cassa privata di riferimento. In particolar modo gli avvocati, gli architetti, ma in generale tutti i possessori di partite IVA iscritti agli ordini professionali di riferimento. Per una buona fetta di questi soggetti a marzo è stato erogato il bonus di 600 euro mentre il bonus di aprile dovrebbe arrivare nei prossimi giorni in maniera automatica; tuttavia sono state poi introdotte delle limitazioni più stringenti per poter richiedere le mensilità seguenti.
Per quanto riguarda il bonus di maggio, i professionisti iscritti alla gestione separata INPS potrebbero avere un aumento fino a 1000 euro, previa dimostrazione di riduzione del fatturato, mentre per i professionisti con cassa non è stato detto nulla a riguardo. Le prime bozze del decreto, circolate agli albori di maggio, parlavano di tale aumento: 800 o addirittura 1000 euro. Il decreto rilancio, nella sua versione definitiva, pare abbia confermato la cifra iniziale di 600 euro. Ad essere precisi però non vi si fa riferimento alle cifre, se non a quelle complessive per alimentare l’intera cassa destinata al reddito di ultima istanza.
Ecco le modifiche apportate all’articolo 44 del Decreto Legge 17 Marzo 2020 n. 18
Precisamente, nell’articolo 78 del Decreto Legge 19 Maggio 2020 n. 34, si fa riferimento a molteplici aspetti. L’articolo appena citato comporta alcune modificazioni all’articolo 44 del Decreto Legge 17 Marzo 2020 n. 18 convertito in legge dello Stato con la L. 24 Aprile 2020 n. 27. La modifica è stata necessaria per garantire, anche per il mese di Aprile, un’indennità a favore dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.
Le modificazioni apportate all’articolo 44 sono le seguenti: al comma 1 le parole “300 milioni” sono state sostituite con le seguenti “1.150 milioni“. Anche al comma 2 ci sono state modifiche, è stata eliminata la parola “trenta” con la parola “sessanta“. Dalla lettura dell’articolo 78 del Decreto Legge inoltre è possibile comprendere che per ottenere l’indennità in questione, i lavoratori non devono essere in possesso dei due (ormai ex) requisiti: lavoro subordinato e contratto a tempo indeterminato. Vista la somma messa a disposizione dall’esecutivo è probabile che il sussidio erogato nelle prossime settimane possa essere più cospicuo. Tuttavia il dato letterale della norma non ci autorizza a fare previsioni precise.
In conclusone, appare chiara la volontà del Governo di attuare una politica di distribuzione della ricchezza voluta non solo ad aiutare chi è in situazione di difficoltà ma anche al tessuto economico. Le indennità corrisposte infatti verranno, quasi totalmente, spese dai cittadini nel tessuto economico facendo si che questo possa prendere una boccata d’aria.











