Cambiare vita a 40 anni, si può?

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La domanda non trova risposte. A 40 anni sei già maturo per prendere le giuste decisioni. Così credono i quarantenni non la giovinezza scaduta da molto tempo. Oggi, la generazione dei quarantenni è reduce di un’adolescenza prolungata, fatta di lavoro precario, rispetto alla media europea, e di un matrimonio che arriva a tarda età, soprattutto per la donna.

E di quel figlio che non arriva mai, o, se arriverà, sei già grande per goderti la sua crescita. La sindrome di Peter Pan non finisce mai, quella situazione piscologica in cui ti rifiuti di crescere, diventare adulto e prenderti delle responsabilità. Sei un eterno fanciullo nelle vesti di un uomo. Indossi jaens e maglietta, quella dei tuoi vent’anni con la scritta “I’m still young”, sono ancora giovane, ma di giovane non è rimasto nulla, semmai solo la voglia di dedicarsi ad attività inutili. A volte, però, la nevrosi prendono il sopravvento, predominando su tutto e su tutti.

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E, in questo caso, il cambiamento si potrà realizzare imparando a modificare i legami affettivi e le relazioni familiari che hanno determinato i conflitti interiori. I quarantenni di oggi si dissociano dai loro genitori, vissuti nei decenni in cui lo sviluppo economico era cosa lontana, gli stessi quarantenni che hanno anticipato l’esercito di questa nuova generazione fatta di uomini e donne in cerca di gloria immersi nella tecnologia più avanzata. Un nuovo mondo rivolto alla carriera lavorativa, laddove è possibile, in cui le donne abbandonano l’idea della maternità, oppure gestiscono quel poco lavoro per arrivare a fine mese, con i figli piccoli e i genitori malati da accudire. Però, stavolta la politica è dalla loro parte. “Lavoro e scuola: largo ai giovani ma anche ai 40enni”, così afferma Matteo Renzi, Presidente del Consiglio. Con una sola differenza: Matteo Renzi ha da poco compiuto la stessa età degli eterni Peter Pan, ma lui non è alla ricerca di un lavoro con l’incubo del precariato senza fine, occupa un posto importante per il proseguo della vita futura di tutti noi. Per qualcuno i quarantenni sono un’invenzione giornalistica, un esercito creato dalla carta stampata solo per nascondere un mondo immaginario e per nulla credibile. Quasi dei fantocci o delle marionette creati e plasmati per un gioco che non vedrà mai la parola “Game Over”. Forse a 40 anni sarà difficile cambiare vita, perché la vita è adesso e non domani.

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