Cambio ora legale: ci sarà un risparmio energetico

L'ora legale è arrivata e oltre ad avere un'ora di luce in più si stima un risparmio dei consumi energetici che nel 2019 sono stati pari a 100 milioni di euro.

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Questa notte, tra il 28 e il 29 marzo 202, è tornata l’ora legale e quindi le lancette dell’orologio sono state portate avanti di un’ora. In questo modo, i primi benefici saranno in termini psicologici ed emotivi, in quanto avremmo un’ora in più di luce da goderci. Questo, per il momento, sembra essere una, seppur magra, consolazione in questo triste momento di quarantena al quale poi si aggiunge l’ora di sonno in meno alle nostre giornate.

Un altro effetto benefico del cambio delle lancette riguarda anche gli effetti economici, infatti, il posticipo di un’ora si traduce in un risparmio energetico.

Il cambio dell’ora legale si traduce in un risparmio energetico

L’ora legale è entrata a tutti gli effetti e questo produrrà effetti sia sull’umore della gente che un risparmio di un’ora in più e, soprattutto, un risparmio in termini energetici.

Sicuramente, la restrizione per effetto del coronavirus, ha già ridotto di per sé l’inquinamento ambientale, grazie alla chiusura di molte attività economiche e la riduzione del traffico, ma proprio la Terna (società che gestisce la rete elettrica nazionale) sostiene che si avrà un risparmio consistente.

Nel 2019, durante i 7 mesi con l’ora legale, si è registrato un risparmio energetico pari a 505 milioni di kWn (pari al consumo medio annuo di elettricità di circa 109mila famiglie). Questo corrisponde a minori emissioni di CO2 per un impatto ridotto pari a 250mila tonnellate ed un risparmio pari a 100 milioni di euro.

Tali risparmi quest’anno saranno sicuramente più bassi, ma comunque hanno un impatto importante.

L’Unione Europea voleva eliminare il passaggio dall’ora solare all’ora legale, ma l’Italia non è d’accordo

L’Unione Europea aveva considerato l’ipotesi di eliminare il passaggio dall’ora solare all’ora legale imponendo tale decisione a tutti gli stati membri. Questi ultimi però, evidentemente in disaccordo, hanno trovato il compromesso di lasciare a ciascuno di essi la facoltà di scegliere tra avere l’orario unico e quale scegliere entro marzo 2021.

Il rischio di tale decisione è che in Europa potrebbero esserci più fusi orari differenti, ma almeno per il momento la situazione continua a mantenersi invariata.