Caso Azzolini: il Pd dice si alla richiesta di arresto.

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Le leggi passano tutte da li, dalla Commissione Bilancio. E, anche se si tratta dell’ennesima grana per la maggioranza dopo il caso Mafia Capitale, a difendere Azzolini, il senatore del Ncd di cui la procura di Trani ha chiesto l’arresto, non saranno i dem. Saranno quelli del Ncd, suoi compagni di disavventure.

Difatti c’è anche il senatore  Azzollini tra i dieci destinatari del provvedimento di arresto della Procura di Trani per il crack da 500 milioni della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie. Azzolini, presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, è stato in precedenza sindaco di Molfetta. Oltre i dieci provvedimenti di arresto c’è un immobile di Guidonia  che è stato messo sotto sequestro. «La notizia è vera – ha commentato Azzolini – ma non faccio commenti sui procedimenti che mi riguardano. Sono serenissimo». Le rispose del senatore Azzolini alle domande sulle sue eventuali dimissioni: «La legge non lo prevede».

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Vi sono anche due suore tra le persone arrestate per il crac della Casa Divina Provvidenza “massime responsabili della Congregazione delle Ancelle”, che si trovano ai domiciliari.  La vicenda è stata già ribattezzata ” ori et labora“. Gli indagati sono in tutto 25 e tra loro compaiono professionisti, ex amministratori della Cdp e politici locali, tutti coinvolti in vari episodi di dissipazione e distrazione di risorse dell’Ente.

Il presidente della Giunta Dario Stefano (Sel) ha infatti convocato per questo pomeriggio l’ufficio di presidenza per calendarizzare.

Matteo Renzi, consultato per telefono da alcuni senatori dem sul da farsi, ha già fatto capire quale sarà la linea: “Noi siamo garantisti, non mandiamo a casa nessuno per un avviso di garanzia. Ma qua parliamo di una richiesta d’arresto”. Per il caso Francantonio Genovese, i democratici diedero via libera alle manette.

Voci di corridoio del vice capogruppo Pd Giorgio Tonini: “se salta l’Ncd, qua salta tutto. Quel gruppo è già in tensione fra chi vuole uscire e chi vuole continuare a sostenere il governo, per cui occorre procedere con tatto, cercando di non urtare sensibilità”.  La soluzione? Vi ricordate il caso Lupi? Ecco, ci si aspetta che Azzolini si dimetta spontaneamente a seguito delle pressioni. “Senza bisogno di interventi sgradevoli”, aggiunge Tonini.

Ma da quell’orecchio il presidente della Commissione Bilancio sembra non sentirci. Anzi, mentre ieri pomeriggio era in corso la riunione del gruppo Ncd dedicato al suo caso e tutti misuravano la febbre della maggioranza, a un certo punto l’interessato ha salutato e ha preso l’uscita: “Scusate, vado a presiedere la commissione “.

Le dichiarazioni di Angelino Alfano: “Noi uscimmo dal Pdl perché pensavamo che il voto del Pd sulla decadenza di Berlusconi non dovesse avere ripercussioni sul governo Letta. E ora dovremmo far cadere il governo Renzi per un voto su Azzollini? “