Caso Yara: Bossetti non andò dal meccanico, alibi traballa

Bossetti

Nell’interrogatorio, Massimo Bossetti disse di essere andato il pomeriggio dal meccanico, ma dalle fatture risulta un mese prima

Anche l’alibi del meccanico non trova riscontro, così dopo le verifiche effettuate dai magistrati vi è conferma che Bossetti abbia mentito nei suoi spostamenti del 26 novembre 2010. Viene smentita la versione di Massimo Giuseppe Bossetti, il quale affermò che  pomeriggio del 26 novembre del 2010, giorno dell’omicidio di Yara, si era recato dal meccanico.

Ma analizzando le fatture dell’officina, contenute nel registro, le riparazioni al furgone risultano essere state effettuate un mese prima, della data in questione.

Tutti gli altri spostamenti di quel giorno non troverebbero conferme, nè il passaggio dal falegname, nè dal commercialista e dal fratello. La ricostruzione del tragitto evidenziato dallo stesso Bossetti, sarebbe stato cambiato per ben due volte, in sede di interrogatorio del gip per la convalida del fermo, avrebbe dato un’altra versione.

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Difesa di Bossetti:

I difensori cercano, ora, di mettere in discussione ancora una volta il Dna. L’hanno già fatto nella prima istanza, sottolineando la parte in cui il Ris puntualizza incertezza sulla natura della traccia (sangue) trovata sugli slip e sui leggings del corpo della giovane Yara. Anche se resta l’ottima qualità ai fini del Dna.

Essendo il Dna la prova regina, andrà affrontata in contraddittorio. La difesa afferma che gli altri tre indizi a carico del loro assistito Bossetti, cioè la calce, le celle telefoniche e la testimonianza del fratellino della vittima, siano stati smentiti.