Caso Yara: Bossetti non andò al lavoro il giorno della scomparsa di Yara

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Colpo di scena nel caso di Yara Gambirasio, quel 26 novembre del 2010 Massimo Giuseppe Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio della giovane, non andò a lavoro.

Il particolare viene relazionato dagli Sco e dai Ros, dopo le perizie tecniche eseguite e le varie testimonianze. Questo nuovo elemento smentirebbe il muratore, che quel giorno aveva affermato di essere andato in cantiere al lavoro.

L’avvocato Claudio Salvagni difensore di Massimo Bossetti risponde:

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Il mio assistito dichiarò al pm che non era al cantiere di Palazzago nel pomeriggio del 26 novembre del 2010, quando Yara Gambirasio scomparve. La dichiarazione di Bossetti è annotata nel secondo interrogatorio effettuato davanti al pm Letizia Ruggeri.

Il legale di Bossetti conferma la sincerità del proprio assistito, in quell’interrogatorio, descrisse in modo minuzioso tutti  i spostamenti di quel giorno.

“Se davvero i tabulati dovessero dimostrare che Bossetti quel pomeriggio, non era al cantiere, dove era stato in mattinata, ma altrove, il suo racconto sarebbe ancor più confermato”

Il mio assistito durante l’interrogatorio davanti al pm aveva raccontato di essere stato a lavorare a Palazzago in mattinata, in seguito aveva portato il furgone dal meccanico per farlo controllare, i spostamenti successivi erano stati prima dal falegname, dal commercialista e poi ritorno a casa. Si evince anche che durante gli spostamenti, il percorso si trovava davanti alla palestra di Brembate di Sopra da cui scomparve la giovane Yara.

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