Catalogna indipendente. Guardiola chiede il referendum.

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DA NEW YORK PER BARCELLONA

Guardiola, Savall, Josep Carreras e altri nomi importanti delle terre del sud spagnolo firmano questo articolo pubblicato sul giornale statunitense “The independent”:

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“I catalani vogliono solamente la possibilità di esprimersi. Il voto. Nel 1773, solo 59 anni dopo che la capitale della Catalogna, Barcellona, fu presa dall’esercito spagnolo e le istituzioni della regione vennero abolite, i Figli della Libertà posero le basi della rivoluzione Americana, con l’audace Boston Tea Party. Al centro della loro protesta era la convinzione che mentre le colonie americane erano oberate i loro pareri non venivano presi in considerazione a Londra. Tale azione ha dato inizio al processo rivoluzionario con il quale le colonie americane divennero gli Stati Uniti d’America, avendo la propria difesa della libertà, della giustizia e della democrazia grazie a una nuova Costituzione. 

La reazione rabbiosa della corona britannica agli eventi di Boston  non ha fatto altro che alimentare maggiormente la rivolta e convinse molti coloni lealisti che solo l’indipendenza avrebbe potuto garantire i loro diritti legittimi. Tuttavia, oggi il rapporto speciale tra gli Stati Uniti e il Regno Unito è ancora una delle alleanze più vicine e salde al mondo, basata su valori e aspirazioni comuni tra democrazie mature, con profondo rispetto per i diritti e la libertà . I vecchi litigi sono ormai dimenticati. 

Questo è solo uno dei tanti esempi in cui costringere persone che vogliono percorrere una propria strada, essere indipendenti, a rimanere unite non è mai una garanzia di un buon rapporto. Al contrario, un rapporto reciprocamente vantaggioso, leale e proficuo di solito è costruito sulla base del rispetto e della cooperazione. Questo è esattamente ciò che potrebbe accadere con la Spagna e la Catalogna. A differenza della Scozia, che scelse di aderire al Regno Unito e alla quale è stato permesso di votare per decidere della loro indipendenza, la Catalogna fu conquistata a danno della sua libertà. Ora, dopo secoli di tentativi volti a trovare un equilibrio fra Spagna e Catalogna, noi catalani vogliamo votare per il nostro futuro politico, come gli scozzesi hanno appena fatto.

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PER SAPERNE DI PIU’: CATALOGNA SFIDA MADRID

Tra il 1936 e il 1939 abbiamo attraversato la guerra civile spagnola, e poi subito 40 anni di dittatura, quando era illegale persino parlare la nostra lingua in pubblico. Dopo che il Generale Franco morì nel 1975 abbiamo pensato che la transizione della Spagna alla democrazia avrebbe migliorato la situazione della Catalogna. Infatti la Costituzione Spagnola del 1978 ha stabilito una certa autonomia per la Catalogna, sono state create nuove istituzioni e la lingua catalana non era più vietata.  E’ nata una nuova speranza, che non sarebbe durata a lungo.

La democrazia nascente è avanzata e nel 2006 più poteri sono stati devoluti alla Catalogna. Tre quarti della popolazione ha approvato un nuovo statuto di autonomia con un referendum. Tuttavia, nel corso del tempo molti dei poteri devoluti sono stati ricentralizzati a Madrid, e lo Statuto di Autonomia che ha vinto con una così ampia approvazione è stato violato da parte della Corte Costituzionale spagnola nel 2010. Molti ritengono che questo sia stato il punto di svolta per la Catalogna, il momento che ha dato la speranza a molti catalani. Il sostegno popolare per l’indipendenza è cresciuto dal 14 per cento al 50 per cento, con l’80 per cento delle persone che sostengono i catalani per il loro diritto di decidere se la Catalogna debba rimanere o lasciare la Spagna. Da quando la sentenza del 2010 della Corte Costituzionale ha annullato molti dei poteri devoluti alla Catalogna, ci sono stati una serie di manifestazioni pacifiche con milioni di catalani nelle piazze a chiedere il diritto di votare. L’attuale governo catalano è impegnato a sostenere questa idea e anche la maggioranza dei partiti catalani in Parlamento supportano il progetto.

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PER SAPERNE DI PIU’: LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA IL REFERENDUM

Noi catalani, insieme con il nostro governo e le istituzioni democratiche, vogliamo votare in modo da poter decidere che tipo di relazione vogliamo stabilire con la Spagna per il futuro. Abbiamo stabilito un giorno per il nostro voto – 9 Novembre 2014. Non è una questione di secessione o indipendenza: è ​​una questione di dignità e di democrazia. Noi catalani vogliamo avere voce riguardo il nostro futuro, e sarà rispettata la volontà della maggioranza qualunque sia il risultato, proprio come è successo in Scozia.

Il governo spagnolo sostiene che questo voto è illegale e incostituzionale. Il governo catalano e esperti legali neutrali ritengono che il voto sia legittimo e legale. Ci hanno chiesto colloqui e trattative con Madrid per anni, ma invece di parlare, Madrid preferisce tattiche intimidatorie, usare la mano pesante e  nascondersi dietro pretesti giuridici anziché consentire un voto libero e giusto che i catalani chiedono da tempo. Le Costituzioni sono destinate ad essere documenti, che adattano le leggi alle esigenze dei cittadini mediante gli emendamenti attuali. Purtroppo, il governo spagnolo si è espresso dicendo che avrebbe bloccato tutte le modifiche che potrebbero rendere possibile il voto.

Noi catalani ci chiediamo perché la Spagna voglia impedire alla gente di votare in modo pacifico e trasparente. Come è possibile questo in una democrazia europea del 21 ° secolo? I problemi politici vengono risolti attraverso il dialogo e il negoziato ai tempi d’oggi. L’epoca in cui pochi privilegiati decidevano per conto del resto della popolazione è terminata. Ecco perché noi, un gruppo di cittadini catalani interessati e impegnati per la democrazia, abbiamo deciso di scrivere questo articolo per far sapere al mondo che i catalani vogliono solo voto. Chi può avere paura della democrazia?”

Firmato:

Josep Guardiola, ex giocatore e ex allenatore del Barcellona FC. Tutt’ora allenatore del Bayern Monaco FC

Josep Carreras, membro dei “Tre Tenori” con Plácido Domingo e Luciano Pavarotti

Jordi Savall, violinista, direttore d’orchestra e compositore, una delle figure più importanti nel campo della musica antica, rinascimentale e barocca

Dr. Joan Massagué, eminente ricercatore per lo studio del cancro al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, New York

Dr. Pol Antras, professore di economia alla Harvard University, Boston

Dr. Xavier Sala i Martin, Professore di Economia dello sviluppo, Columbia University, New York

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