Moda
Chi ha inventato il reggiseno? Tutto merito di una donna

In un primo momento esistevano i corsetti spezzafiato, molto fastidiosi, in quanto sollevavano i seni costringendoli nella scollatura in uno spazio piccolissimo nella loro disperata (per la poverina che doveva subire) definizione del punto vita a clessidra. In seguito, la storia del reggiseno ebbe un’evoluzione importante, divenendo molto più comodo e, soprattutto, sexy. Chi ha inventato il reggiseno? E quando è stato inventato? Ad inventare il reggiseno fu una donna, Caresse Crosby, nota anche come Mary Phelps Jacob (oppure ancora Polly Peabody o Polly Jacob, molto creativa anche dal punto di vista anagrafico).
La donna in questione fu la prima ad inventare un prototipo (anche se abbastanza rudimentale) del reggiseno, destinato a cambiare per sempre la storia dell’intimo femminile. Secondo le cronache, l’invenzione del reggiseno risale al 1912.
Ma da cosa era formato questo prototipo di reggiseno? È presto detto: un paio di fazzoletti, del nastro rosa di prebattistiana memoria, filo, ago e un po’ di ingegneristica approssimativa (ovvero arte di arrangiarsi con quel po’ di cui si disponeva). Ed ecco che fu creato il primo reggiseno della storia. Il brevetto per il reggiseno senza dorso fu depositato nel 1914 da Mary Phelps Jacob. Il pregio di tale indumento era riuscire a separare i seni femminili, senza però schiacciarli.
In realtà, la storia del reggiseno inizia diversi millenni fa, a partire dall’antica Grecia. Infatti, dovete sapere che le donne elleniche erano solite legarsi fasce strette al petto, per evitare che i seni si muovessero e limitassero le donne nel corso delle attività sportive. Un’usanza comune anche tra le donne romane. Sono le prime testimonianze storiche, ma nulla vieta di ipotizzare, che simili indumenti siano sempre esistiti nella storia, anche prima della civiltà greco-romana. Il resto, è storia di brevetti, commercio, varie trasformazioni nel corso del tempo, in due sole parole: puro business.
Gli anni del medioevo e dopo
Come leggiamo da Focus Junior, i corsetti erano utilizzati anche nel corso del medioevo, ma erano composti di stoffa rigida. La stessa epoca in cui venivano utilizzate anche le armature metalliche. Nel 1596, Scipione Mercurio dipinse nella sua opera La commare, una sorta di reggiseno destinato alle nutrici sorretto da nastri sottili legati sul dorso e da un altro allacciato intorno al collo. Si tratta del primo prototipo di reggiseno che divenne molto utilizzato con il passare del tempo. Più tardi sono da menzionare i modelli creati dalla casa parigina Cadolle, brevettati in Germania. Si trattava di reggiseni che imbottivano il seno femmnile, dando l’apparenza che fosse più grande rispetto al reale. Questi reggiseni vennero definiti, infatti, “seni falsi”.
L’evoluzione del reggiseno
Tutto iniziò dall’idea (rivelatasi vincente) sullo sheer dell’abito di Caresse Crosby/Mary Phelps Jacob, che vendette il brevetto e il suo primo reggiseno. Ma per vedere un’ulteriore evoluzione di questo business bisognerà attendere un ventennio, quando la S.H. Camp and Company creò le prime coppe di reggiseno basate sulla pesantezza delle mammelle. Le lettere dei reggiseni avrebbero indicato, a partire da quel momento, le misure dei seni femminili. Ulteriore attenzione venne dedicata ai gancetti ed alle spalline, che dovevano essere più resistenti e larghe nel caso dei seni delle cosiddette “maggiorate”.
Tutto partì dai nastri intrecciati di inizio secolo scorso, per passare al reggiseno così come lo conosciamo noi al giorno d’oggi. In età contemporanea esistono diversi modelli: reggiseni a balconcino, con (o senza) ferretto, push-up, senza cuciture, reggiseno in pizzo, a fascia senza palline o materiale tecnico. Anni di idee, business, evoluzione sociale ed emancipazione femminile. Il reggiseno è anche simbolo di libertà personale: prima esisteva il corsetto, poi la donna decise di utilizzare il più attraente reggiseno, in seguito, esso fu incendiato in segno di protesta contro il modello “a siluro” imposto dalla società patriarcale degli anni ’50 del ‘900.
Reggiseni di vario colore
Oggi il reggiseno si indossa per quello che è: un utile e comodo indumento femminile, ma anche un mezzo per omaggiare la propria bellezza, femminilità ed armoniosità fisica. Sicuramente, un indumento che fa parte integrante del look di ogni donna e ragazza. Esistono reggiseni di vario colore: nero classico (sotto il little black dress), color carne (che si abbina perfettamente sotto le magliette bianche), reggiseni sotto la prima (un vezzo squisitamente minimalista), reggiseni sgargianti (forse troppo) dalle mille varianti di colore, con vari vezzi aggiuntivi e il più classico (ed evergreen) reggiseno bianco.
Gli abbinamenti più amati e i colori trends
Gli abbinamenti più amati riguardo il reggiseno sono il fucsia e l’arancione, oppure il rosso e il viola, ma anche giocare con la stessa tinta in gradazioni diverse sopra e sotto risulta essere una mossa vincente. Le ragazze più vigorose adorano il pendant, in cui tutto è abbinato in maniera perfetta: anche nel caso di sottovesti o canotte. In realtà, colore elegante (e allo stesso tempo sensuale) è il nero, che risulta essere anche quello più venduto, in quanto è più facile da portare, ma anche il più adatto ad essere messo sotto ogni tipo di vestiario. Anche il color vinaccia e il grigio perla vanno molto di moda, quindi consigliamo di farci un pensierino!
Differenza tra reggiseno push-up e reggiseno classico
Come si legge dal portale Amando, il push-up è formato dal 30% in più della struttura del classico reggiseno. Il tempo per realizzarlo è il doppio rispetto a quello necessario per la creazione di un reggiseno classico. Bisogna, in tal caso, mettere insieme coppie di base imbottite con un taschino contenibile anche un’ulteriore imbottitura (che può essere rimossa) conosciuta come “pesciolino” per la forma a mandorla che riporta alla mente la figura stilizzata di un pesce. Il reggiseno classico è, invece, il modello più facile da trovare e con una struttura più semplice rispetto al precitato push-up. Anche i reggiseni a coppa piena sono considerati classici e chiamati così, in quanto accolgono l’intero seno avvolgendolo. Esso è formato da banda laterale, spalline e ferretto.
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