Clonazione del diabete giovanile: cure senza effetti collaterali

staminali

La Clonazione del diabete giovanile e le cure senza effetti collaterali, grazie ai ricercatori, che hanno portato alla costruzione di cellule staminali clonate.

Il trasferimento di nuclei di cellule somatiche in ovociti può dare origine a cellule staminali pluripotenti che sono costantemente equivalenti alle cellule staminali embrionali. Sebbene i metodi per indurre le cellule staminali pluripotenti da cellule somatiche da fattori di trascrizione sono ampiamente utilizzati nella ricerca di base, sono stati riportati numerose differenze tra cellule staminali pluripotenti indotte e le cellule staminali embrionali.

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L’efficienza dello sviluppo varia tra le donatrici di ovociti, ed è stato inversamente correlato al numero di giorni di stimolazione ormonale necessario per la maturazione degli ovociti, mentre la dose giornaliera di gonadotropina o il numero totale di metafase II, non ha influenzato il risultato dello sviluppo.

Inoltre l’utilizzo di un virus concentrato Sendai (Il virus Sendai è uno dei più importanti patogeni del topo e dei ratti. Anche i criceti possono essere infettati, sebbene siano asintomatici. È estremamente contagioso, la trasmissione avviene per contatto o tramite aerosol), per fusione cellulare ha indotto un aumento della concentrazione di calcio intracellulare, che causa l’attivazione precoce dell’ovocita. ( Trasmesso dalla rivista Nature, un risultato strabiliante, che apre le porte ad un nuovo tipo di medicina, ”personalizzata”)

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Con questo metodo scientifico è stata ‘clonata’ la malattia del diabete giovanile, le prime cellule staminali prelevate da una donna con diabete giovanile sono state ottenute con una tecnica molto simile a quella che aveva clonata la pecora Dolly.” Riprogrammare le cellule malate e sostituirle con cellule sane senza pericolo di rigetto.”

 

Lo studio è stato realizzato in collaborazione, dal New York Stem Research Foundation e dalla Columbia University, coordinatore Dieter Egli.

Le cellule appartenendo al paziente con il diabete, compatibili e cromosomicamente con numeri uguali, saranno trasformate in cellule produttrici di insulina che nei malati di diabete non riescono a funzionare correttamente. Dieter Egli afferma ”Siamo più vicini a poter trattare i pazienti diabetici con le loro cellule produttrici di insulina”cellule3

I ricercatori hanno creato un embrione prelevando il nucleo delle cellule della pelle della donna malata, e introducendolo all’interno di un ovulo che in precedenza era stato privato del suo nucleo, per arrivare a creare cellule staminali sane.

 

Questa nuova scoperta e metodo, potrà non solo curare il diabete ma tantissime altre malattie, come il Parkinson, la degenerazione maculare, la sclerosi multipla.

Ma dovranno superarsi oltre agli ostacoli legislativi, poichè gli Stati che vietano la riproduzione di embrioni a scopo di ricerca sono davvero molti; anche l’ostacolo dell’etica e del concetto se un ”embrione” sia un essere vivente e quindi praticabile di esperimenti su di esso, oppure non praticabile.

Quale il vostro giudizio? 

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