Complotto a Strasburgo?

Coincidenze o fatalità

Attentato di Strasburgo: Complotto o coincidenza?

Sui social di diversi gruppi dei gilet gialli, si moltiplicano senza sosta post di denuncia, in merito all’attentato di Strasburgo: complotto o coincidenza? Molti ritengono sia stato solo un “diversivo” organizzato dai politici, per distogliere l’attenzione del pubblico dalla crisi sociale che attanaglia la Francia e dai numerosi movimenti di protesta nella capitale francese.

“Macron e il governo hanno organizzato un attentato apposta per instaurare lo stato di emergenza, così da impedire ai gilet gialli di fare la rivoluzione’”, scrive un utente su internet che aggiunge: “Sappiamo tutti che il governo si organizza in questo modo”.

complotto
popolo francese in rivolta

 

Il segretario di stato si dichiara ‘Indignato’ dalle dichiarazioni.

Laurent Nunez, segretario di Stato francese degli Interni, in risposta alle accuse ha dichiarato pubblicamente che si tratta solamente di “teorie di complotto”. Non c’è nessun rispetto per le vittime della sparatoria, da parte di quelle persone che continuano ad incolpare il governo francese di una cosa tanto ignobile. “Sono francamente indignato. Ma come si possono dire cose del genere? (…) E’ chiaro che sono teorie del complotto“, così si è espresso il segretario di Stato francese in merito alle accuse di complottismo.

Tempistica sospetta

A scatenare i complottisti è stata ‘la tempistica’ dell’attacco – il giorno prima Macron aveva fatto un discorso pubblico che non aveva proprio calmato gli animi dei rivoluzionari gilet gialli – e l’ora dell’annuncio di un «evento in corso» nella città francese, diffuso sui social da Macron, dal prefetto e da altre autorità, dove si mostrerebbe un orario antecedente ai fatti. La prova, per i Gilet gialli, che il governo fosse al corrente dell’azione e avesse fatto un errore nel pubblicare i primi commenti. Si è trattato solo di un problema di fuso orario?

In un video diffuso su Facebook uno degli esponenti dei gilet gialli, Maxime Nicolle, si chiede: «Ma spiegatemi un po’, uno che vuole davvero fare un attentato aspetta che ci siano tre persone per strada la sera alle 20?» Per poi aggiungere: «No, va in mezzo agli Champs-Elysées quando ci sono milioni di persone e si fa esplodere. Questo è un vero attentato».

Terrorista ancora in fuga

complotto o tragedia prevedibile?

Altra cosa che non quadra è il mancato arresto del fantomatico terrorista. Un ragazzo dalle mille risorse a quanto pare, dato essere riuscito a eludere i controlli di una città, grazie anche al Parlamento ed alla sessione di plenaria in corso, blindatissima. Ebbene, dopo avere beffato i servizi segreti, che lo tenevano sotto controllo e lo avevano schedato come elemento radicalizzato e minaccia per la sicurezza nazionale, questo ragazzo è riuscito a nascondersi dai 720 agenti “sguinzagliati” dal ministro dell’interno Christophe Castaner, apposta per catturarlo ed è scomparso come un fantasma.

Certo il terrorista potrebbe essere già fuggito in Germania, eludendo così anche i controlli del confine, fonti di sicurezza ritengono plausibile che abbia appoggi in terra tedesca, dove aveva scontato un anno di carcere per poi essere espulso dal paese. Il Killer dell’attentato di Strasburgo Cherif Chekatt era già sfuggito all’arresto nella mattinata dello stesso giorno, durante una perquisizione nella sua abitazione, secondo quanto riferisce Bfm-Tv. L’operazione era stata organizzata nell’ambito di un’inchiesta per rapina in cui in ragazzo sembra essere coinvolto.

Chi è Cherif Chekatt?

Un Tweet provvidenziale?

Su di un blog sul social Twitter, ‘La durezza del vivere’ è apparso un post divenuto subito virale. Il tweet diceva: “A questo punto in Francia, se non sbaglio, la sceneggiatura dovrebbe prevedere un attentato“.

complotto o coincidenza?

Da brividi! Questo blog è seguito da più di 6mila persone. Si occupa di economia, energia, Europa e politica. Dopo oltre 1.400 retweet, questo post è stato cancellarlo dall’utente. Perché?

“Troppo clamore” dice l’autore, per poi continuare: “Ho fatto solo un ragionamento sulla storia e sul fatto che in passato i fatti gravi sono stati usati per chiamare a raccolta, per fare un appello all’unità. Il senso era che qualunque incidente sarebbe stato usato mediaticamente per ricucire le divisioni, che come sappiamo in questo periodo in Francia sono molto nette”.


Il dubbio comunque rimane: Altro tragico atto di terrorismo o strategia governativa per mettere a tacere le proteste, con la scusa della sicurezza nazionale? Probabilmente non lo sapremo mai ( con certezza), possiamo solo augurare ai feriti di superare questa tragedia e non smettere mai di lottare, per la vita, per ciò in cui si crede, per quello che si ritiene giusto.

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Manuela Bottiglieri
Giornalista e Scrittrice.
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