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Coronavirus, la Francia è già nella seconda ondata

Il reparto di malattie infettive dell’ospedale di Croix Rousse di Lione sta vivendo gli effetti della seconda ondata di Coronavirus. Lione è la terza città più grande della Francia.
Nell’ospedale più grande, solo nel fine settimana, sono giunti 32 pazienti in terapia intensiva. L’ospedale offre ben 139 letti da aumentare fino a 199, proprio come è avvenuto a marzo. Spiegano gli infermieri e i medici, già stremati dall’arrivo improvviso di molte emergenze, che non è semplice riorganizzare tutto in seguito ad una decisione nazionale di emergenza.
Cosa significa per un ospedale affrontare la seconda ondata di Coronavirus?
Si interrompe di nuovo l’attività programmata dell’ospedale per rispondere ad una situazione che peggiorerà di giorno in giorno. Nella struttura, spiegano medici e infermieri, ci sono già dei pazienti non Covid 19 che necessitano di cure continue e questa volta non possono essere spostate.
Incide sulla riorganizzazione dell’Ospedale Croix Rousse di Lione, anche la condizione di salute e lavorativa del personale medico sempre sottoposto a test ma anche costretto a quarantene, racconta un’infermiera con nipote positivo al Covid 19.
La Francia divisa a metà, ecco la mappa interattiva delle zone rosse di circolazione attiva del virus

Tra polemiche e mobilitazioni, il ministro della Salute Francese, Jean Michel Blanquer, ha emanato e pubblicato in Gazzetta nuove disposizioni e disegnato la mappa della Francia alla seconda ondata (qui il link della mappa interattiva sul sito del ministero). Metà del Paese è dichiarata zona rossa, la mappa interattiva indica con precisione le zone dichiarate ad alto rischio e attività epidemica.
Il ministro spiega che sono stati calcolati questi fattori nella cosiddetta zona di circolazione attiva: tasso di incidenza, pressione ospedaliera, numero di esami effettuati, tasso di positività al test, evoluzione del numero di cluster“. Questi dati consentono una conoscenza precisa del paese (capacità di screening territoriale) e di rafforzale le misure per bloccare l’avanzata del Coronavirus.
Anche il ministro dell’educazione francese è intervenuto indicando che ci saranno delle chiusure.
Nelle materne, classi con tre alunni positivi porterà alla chiusura totale della singola scuola. Anche nelle scuole medie e superiori si chiede attenzione molto alta ad insegnanti, studenti e famiglie. Si rischia meno la chiusura degli istituti, in caso di positivi, e di interruzione didattica.
Nelle scuole elementari massima allerta, si lavorerà comunque anche in caso di alunni riscontrati positivi che dovranno rimanere comunque a casa. Si vuole evitare l’isolamento sociale e chiusure drastiche. Al momento, i dati non sono confortanti perché di 89 istituti scolastici tra privati e pubblici sono chiusi a causa dell’alto rischio di contagi. Le scuole in tutta la Francia sono 61.500.








