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Coronavirus, maggiori tutele per gli industriali: si preannunciano scioperi

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Le misure del governo per diminuire i contagi, che prevedono la chiusura degli esercizi commerciali non necessari, hanno lasciato fuori le fabbriche. Infatti, i datori di lavoro sono solo chiamati a far rispettare le misure di sicurezza anti contagio. Questo dovuto anche a Confindustria, che ha fatto pressioni per non far chiudere le attività produttive.

I sindacati ed i lavoratori, però, non sono d’accordo, ed alcune aziende hanno deciso ugualmente di chiudere. Altre, invece, continuando a stare aperte hanno provocato numerosi scioperi, come lo stabilimento di Ancona della Fincantieri, che ha proclamato 8 ore di astensione dal lavoro per tutti gli operai, dopo che un operaio di una ditta in subappalto è risultato positivo al Covid-19. Per svolgere correttamente il lavoro, infatti, gli operai lamentano l’impossibilità di stare a distanza di un metro l’uno dall’altro.

Inoltre, anche altre industrie sono state questa mattina teatro di scioperi, come la Acciai Speciali Terni dove i dipendenti hanno annunciato due giorni di sciopero, e alcune fabbriche del nord che chiedono maggiori tutele sanitarie. Analoga situazione alla Toyota e nelle aziende delle riparazioni navali di Genova.

Le risposte dalla politica e da Confindustria

Conte non può stare a guardare, ed ha in programma proprio in queste ore una videoconferenza con sindacati ed industriali, con i ministri Roberto Gualtieri, Roberto Speranza e Nunzia Catalfo. Bisognerà discutere dei protocolli di sicurezza nelle fabbriche. Il vicesegretario del Pd, Orlando, ha chiesto strumenti di tutela anche per i lavoratori nelle aziende, che stanno garantendo la produzione ed i servizi essenziali.

Al contempo, il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti ritiene che i rappresentanti dei lavoratori stiano strumentalizzando questa situazione di emergenza, fomentando gli scioperi. Questo sarebbe un segno di irresponsabilità, e chiudere le fabbriche vorrebbe dire tagliare completamente l’Italia al di fuori dal mondo. “Ci sono delle aziende strategiche per questo Paese -ha spiegato in un incontro al Sole 24Ore – che non possono fermarsi, filiere complete come la farmaceutica e l’alimentare, che hanno bisogno dell’imballaggio, dei trasporti”.  

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