Costa Rica: paradiso in cui fuggire o semplice illusione? 1a Parte.

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Sempre più persone parlano di voler vendere tutto e trasferirsi in Costa Rica, ma è veramente il paradiso ci cui tutti parlano? Scopriamolo insieme. (Prima Parte).

Spiagge bianche, sole per dodici mesi all’anno e relax: è questo che ci viene in mente quando pensiamo al Costa Rica, più magari a qualche altra fantasia riguardante una bella casetta in riva al mare con tanto di tramonto in lontananza. “Basta, mollo tutto e me ne vado ai tropici!“: alzi la mano chi non ha mai pensato – o detto – una frase del genere. Di sicuro tutti almeno una volta nella vita hanno pensato di fuggire lontano, abbandonando per sempre la solita routine o le frustrazioni che chiunque si porta dietro, ed ora vi chiedo: quanti sono quelli che non hanno mai letto o sentito parlare del “paradiso” Costa Rica? Negli ultimi tempi, lo Stato centroamericano grande come il veneto e la lombardia unite unite assieme sembra essere diventato il posto in cui tutti vorrebbero vivere: tasse al 10%, assenza di esercito, un quarto del suo territorio adibito a parco nazionale, clima mite e gradevole per tutto l’anno e chi più ne ha più ne metta. Sembrerebbe il luogo ideale in cui trascorrere il resto della vita, e se cercate sul web infatti molti articoli rimandano proprio a questa interpretazione: ma siamo sicuri che sia così? Non è che dietro c’è l’inghippo?

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Per chi non lo sapesse, il Costa Rica è uno dei più piccoli Stati che si possono trovare nel centro-america: è una repubblica presidenziale e la lingua comunemente parlata è lo spagnolo, ma entriamo nel dettaglio. Come detto, il Costa Rica  non ha un suo esercito dal 1949 (anno seguente alle guerra civile) ed anche se da un lato con i fondi risparmiati il governo ha potuto investire su molti altri settori come l’istruzione (con varie scuole pubbliche e private che si attestano ad un livello generalmente buono) o la sanità (anch’essa sia pubblica che privata, ma molto costosa quest’ultima), dall’altro la dismissione degli armamenti ha creato una crescente instabilità negli stati limitrofi e soprattutto in Nicaragua, dove i vari gruppi ribelli hanno potuto acquistare a buon mercato le armi dell’ex esercito costaricano.

Negli ultimi anni è stato poi riscontrato un considerevole aumento delle attività delinquenziali sia nella capitale, San José, sia nelle spiagge più isolate o nelle zone a nord-ovest (proprio quelle vicine al Nicaragua), con un interessamento anche delle aree un tempo ritenute sicure: è sconsigliato per esempio soggiornare in alberghi eccessivamente economici, o frequentare il centro di San José di notte o addirittura i litorali che si affacciano sull’Oceano Pacifico (ovviamente non tutti, ma solamente quelli più nascosti o poco conosciuti). Anche il traffico di droga e di conseguenza la tossicodipendenza sta avendo un forte incremento, e tutto questo sta portando ad un continuo aumento di furti, lesioni e nei casi più gravi addirittura ad omicidi soprattutto a danno di turisti stranieri: non sono più soltanto casi isolati, ed è bene tenerlo a mente se avete intenzione di recarvi in Costa Rica.

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Certo, ora potremmo affermare che la criminalità esiste anche in Italia e che nessuno stato al mondo può considerarsi assolutamente privo di delinquenti più o meno pericolosi, quindi meglio “sopportare” queste situazioni in un bel Paese tropicale che nel grigiore di Milano – non me ne vogliano i milanesi, è solo un esempio -, ma forse le difficoltà non riguardano soltanto questo. Ci sono molti altri problemi da tenere in considerazione se si decide veramente di fuggire in Costa Rica, ma di questo ne parleremo nella seconda parte (che potete trovare a questo indirizzo).

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