Costo del denaro allo 0.05%: minimo storico deciso dalla BCE

taglio del costo del denaro

Il Presidente della BCE Mario Draghi lo aveva annunciato già a giugno, ma in pochi ci avevano creduto ed invece l’ulteriore taglio del costo del denaro è arrivato: 0.05% che dovrebbe dare impulso all’economia dell’area euro.

L’ultimo taglio del costo del denaro c’era stato a giugno quando segnò lo  0.15% e in quell’occasione avevamo analizzato gli effetti sull’acquisto di casa e in particolare sui mutui, in realtà  benefici importanti si verificano su tutti i prestiti e si aggiungono a quelli previsti per le detrazioni irpef ad esempio per le ristrutturazioni edilizie.

I vantaggi di questo taglio del costo del denaro allo 0,05% sono però anche altri. La BCE vuole dare un impulso a tutta l’economia dell’euro zona che ha bisogno, per uscire dalla deflazione e della bassa crescita, di denaro circolante. E’ probabile che ad influenzare sia stata anche la decisione della Federal Reserve di procedere con il tapering (alleggerimento delle operazioni di Quantitave Easing) da parte degli Stati Uniti. Si trattava di acquisto da parte della Federal Reserve di Titoli per immettere liquidità nelle casse dello Stato. Questa operazione, oltre che nei confronti degli Stati Uniti, è stata portata avanti anche se in misura minore, nei Paesi Europei, ma qui ha avuto un effetto ridotto, mentre negli Stati Uniti, nonostante le accuse di doping del mercato, ha portato  una diminuzione della disoccupazione, controllo di inflazione e deflazione ed un aumento del PIL. Questa operazione è stata man mano ridotta nel tempo e dovrebbe chiudersi a breve del tutto.

Quali effetti potrebbe avere il taglio del costo del denaro allo 0,05%?

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La necessità per l’Europa è immettere denaro in circolazione e con questo taglio del costo del denaro, unito al lancio per ottobre degli ABS, titoli da cartolarizzazione, ciò dovrebbe essere possibile. Si tratta di un’operazione di “credit easing”, volta ad acquistare prestiti a famiglie ed imprese, che dovrebbe avere effetti simili al “quantitative easing” visto prima.

Il Taglio del costo del denaro ha anche l’effetto di indebolire il dollaro e di conseguenza aumentare le esportazioni dall’eurozona, ciò vuol dire continuare a mantenere livelli di produzione e quindi l’occupazione e i consumi interni con effetti migliorativi rispetto alla deflazione.

Si tratta  di una politica economica che mira a dare impulso all’economia attraverso un aumento di domanda prima esterna e poi interna, ma lo stesso Draghi ha esortato i Paesi dell’Unione Europea, in particolare l’Italia, a fare riforme sostanziali e non solo annunci,  con un taglio delle tasse distorsive e una riduzione della spesa improduttiva. Di sicuro la risposta sarà passodopopasso