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Covid-19 parla Remuzzi: “la malattia è cambiata”

Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri, in collegamento con Barbara D’Urso Live, dichiara che la malattia da Covid-19, è cambiata, abbiamo a che fare con una malattia completamente diversa.
Casi sempre meno gravi, la malattia clinica è cambiata
Afferma, altresì, che non ci sono nuovi casi in terapia intensiva, se non quelli ricoverati, risalenti a molte settimane fa. Spiega che negli ospedali, ci sono casi sempre meno gravi, anche più facilmente curabili, come se la malattia da covid-19 fosse cambiata. Non sarebbe più, dunque, quella che ha mandato in tilt le strutture ospedaliere, all’inizio della pandemia. Non sa spiegare il motivo per il quale la malattia sarebbe meno aggressiva; asserisce però all’idea che, probabilmente si è modificato il rapporto, tra ambiente, ospite e virus. Remuzzi ha affermato anche “Non vi dico che il virus è cambiato anche se ho le mie idee, ma ve lo dirò quando avrò delle certezze”.
“La guardia deve sempre restare alta“, dichiara il Luminare, proprio in virtù del fatto che l’Italia non può in nessun modo, concedersi il lusso di avviare passi falsi e far riprendere nuovamente l’innalzamento della curva dei contagi. Inoltre, afferma che se la fase 2 porterà ad un aumento dei contagi, dei ricoveri e dei morti, dipenderà dai comportamenti e dalla responsabilità di ciascuno, dalla facoltà individuale di mantenere il distanziamento sociale, ed infine, dall’uso dei dispositivi medici, come l’uso della mascherina.
Inoltre, ribatte più volte, sull’importanza della sicurezza delle persone anziane presenti nelle case di ricovero e della destrezza nell’effettuare tamponi in modo tempestivo. Dunque, in merito alla nuova fase sulla trasmissione e diffusione del Coronavirus, il Dottore, si dichiara ottimista.
Per i bambini il dott. Remuzzi ha affermato
Per quanto concerne le distanze sociali per i bambini, il professore aggiunge che per questi ultimi, non c’è un pericolo molto grande. “Per i bambini non c’è un grandissimo pericolo. Ci sono lavori che fanno vedere che raramente i bambini sono contagiosi. Non facciamoli giocare tutti insieme. I bambini nella maggior parte dei casi non si ammalano”. Certamente è sempre utile proteggerli, ad esempio non facendoli giocare tutti insieme.
Dichiara inoltre, l’importanza di seguire tre semplici accortezze, per evitare che ci siano nuovi casi di contagio:
- lavarsi spesso le mani, per almeno 30 secondi;
- distanziamento sociale adeguato;
- divieto di assembramenti.








