Prima pagina

Da Visco alla Coldiretti: quanto pagherà l’Italia il lockdown natalizio?

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Un lockdown natalizio sarebbe una vera e propria catastrofe economica. Già la chiusura delle frontiere estiva, le famiglie chiuse in casa, i turisti che non potevano più affollare le più importanti piazze turistiche, hanno lasciato il ricordo di un cambiamento epocale. L’Italia che è stata costretta a rinunciare ad un settore che è linfa vitale, certo si è reinventata con i portali digitali e le mostre didattiche online, ma nulla di paragonabile alle milioni e milioni di visite che danno lavoro ad una percentuale elevata di persone. Un lockdown sotto Natale fa tremare l’Europa e l’Italia perché è il momento dove il consumismo spinge all’estremo. La due giorni di Amazon ha dimostrato che forse le grandi industrie tecnologiche non soffrirebbero rispetto ad altri settori. Ma quelle attività che necessitano delle persone, dei turisti e delle famiglie che vanno in strada e acquistano, sì. Visco, Coldiretti e l’Europa ci dicono qualcosa su quello che l’Italia potrebbe vivere nei prossimi mesi.

Iniziamo dalla Coldiretti: un dramma se si fermano turismo, ristoranti e bar

Coldiretti/Ixè ha analizzato una situazione possibile. Il lockdown natalizio è da scongiurare e Giuseppe Conte ha chiesto agli italiani un nuovo sacrificio proprio per evitare il peggio. Ma cosa significherebbe per l’Italia impedire ferie e spostamenti sotto le feste? Gli italiani, infatti, hanno tre momenti importanti per riposarsi: Natale, Pasqua e l’estate. Forse quei cinque giorni tra tradizioni, famiglia e veglione è dove si concentrano le entrate più importanti dell’anno.

Dieci milioni di italiani sceglieranno o non potranno più trascorrere il periodo natalizio fuori dalle proprie città. Si tratta di un danno che potrebbe essere superiore ai due miliardi di euro. L’Italia da questa estate soffre già le conseguenze di un buco di 23 miliardi di euro nei conti turistici nazionali. Il Governo ha incentivato le partenze con il Bonus Vacanze e ha attivato anche un importante piano di ripresa. Ma tutti questi sforzi verrebbero vanificati, con risorse o non utilizzabili, o buttate al vento.

Si aggiunge UnionCamere a spiegare la situazione. Il 10% del sistema produttivo italiano è rappresentato dal turismo. Ben 612 mila imprese che danno lavoro al 12,6% di italiani.

Analizziamo il settore agroalimentare nazionale e quello della somministrazione di cibi e bevande. Una situazione disastrosa, con perdita del fatturato uguale a 8 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio, se diminuiscono o si azzerano gli acquisti extradomestici, ci sarebbe un calo produttivo e di entrate del 40%. Ne risentirebbero le filiere produttive e distributive di: vino, birra, carne, pesce, frutta, verdura, salumi e formaggi anche di alta qualità. Il Bonus filiera, stanziato a fondo perduto, non riuscirebbe a fa riprendere ristoranti e agriturismi. Il primo calo sostanziale, dice Coldiretti, è stato calcolato proprio tra marzo e giugno 2020 rispetto al 2019, parliamo dei mesi di prima esperienza del lockdown per gli italiani.

Lockdown Natalizio? Dalle parole di Ignazio Visco ai timori europei

Se l’economia si ferma anche per tasse e contributi ci saranno dei problemi. Infatti, molte entrate dello Stato sono diretta conseguenza delle entrate ottenute con commercio e servizi. Ignazio Visco a Bloomberg TV ha detto chiaramente che l’Italia riuscirà a tornare ai livelli pre-Covid in un paio di anni. I dati del terzo trimestre del PIL sono risultati superiori e conseguenti all’uscita dalla prima restrizione. Una buona volontà che dovrà essere confermata dall’uso strategico e mirato del Recovery Fund.

La giornata di ieri, conclusa con un nuovo litigio fra Trump e Biden, un incontro importante raccontato da Conte nei suoi social, ha portato risultati negativi sul mercato. Borse europee e Wall Street aprono in negativo. Grava la paura del nuovo lockdown, le tensioni tra Ue e Regno Unito per l’accordo dopo Brexit, la Francia che dichiara il coprifuoco contro il Coronavirus. Ursula Von der Leyen stessa ha dovuto lasciare il vertice Ue a Bruxelles a causa di un membro del suo staff risultato positivo al Covid.

Potrebbe interessarti anche