Detroit, sparatoria in un campo da basket

14245684262_1fbc57b54d_zAncora sangue negli Stati Uniti per l’uso facile delle armi.

Stavolta, tutto è successo a Detroit, dove qualcuno ha fatto fuoco su una festa tra vicini di casa, con circa quattrocento persone, in un campo da basket all’aperto (quelli che gli americani chiamano playground): il bilancio è di un morto, un ragazzo di 21 anni, e di una decina di feriti, tra cui una donna grave. Secondo la Polizia, due sarebbero state le armi usate per colpire, e una sarebbe una semi-automatica. Non si conoscono i motivi della sparatoria, anche se si pensa che qualcuno dei presenti potesse essere l’obiettivo. Ha detto il capo della Polizia di Detroit, Steve Dolunt: “Penso che una di loro era nel mirino di chi ha sparato, le altre si sono semplicemente trovate lì al momento sbagliato”.

Anche a Philadelphia, un uomo ha aperto il fuoco su un gruppo di persone che stavano facendo un picnic: sette i feriti,  tra cui tre bambine di tre, sette e undici anni.

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Tutti questi episodi seguono di poco la strage di Charleston, dove il suprematista bianco Dylan Roof ha ucciso nove afroamericani in una chiesa, e l’anatema di Barack Obama sulla troppo facile concessione delle armi negli Stati Uniti. Il Presidente si era già scagliato contro questa consuetudine, ma  le sue proposte si erano incagliate contro la mentalità comune degli americani, favorevoli da sempre a girare armati.

Stefano Malvicini

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