Di Maio: “Mi fiderò del PD solo quando voterà il taglio dei parlamentari”

Le mille teste del Movimento 5 Stelle sono combattute se continuare il progetto di governo con il PD e sia Di Maio che Di Battista aspettano al varco il Pd per capire da che parte sta.

Di Maio:

Il Movimento 5 Stelle è spaccato a metà dopo la decisione di allearsi con il PD, esattamente come lo era anche dopo le elezioni di marzo 2018 quando venne siglato il contratto con la Lega Nord. A scavare dentro questa divisione interna al movimento pentastellato si è aggiunto anche il commento di Alessandro Di Battista pubblicato sul suo profilo Facebook, che ha messo d’accordo tanti elettori. L’esponente grillino si scaglia contro il PD e allerta i suoi colleghi parlamentari:

Il PD è il partito del sistema per eccellenza, quindi il più pericoloso. Il PD è un partito “globalista”, liberista, colluso con la grande imprenditoria marcia di questo Paese, responsabile delle misure di macelleria sociale che hanno colpito i lavoratori italiani. Sono stati soprattutto gli uomini e le donne del PD a svendere i gioielli di Stato ai loro amici; loro hanno regalato le autostrade ai Benetton; loro hanno spinto affinché si bombardasse la Libia dando il La alla destabilizzazione della regione e al conseguente aumento dei flussi migratori. Loro, soprattutto loro, hanno impedito che venisse approvata una legge sul conflitto di interessi. C’è chi ha avuto i brividi per Gentiloni commissario in Europa, chi per Franceschini alla cultura, chi per l’entrata nel governo delle varie Malpezzi, Ascani, Morani o dei vari Fiano o Scalfarotto. Perdonatemi ma chi pensavate che il PD avrebbe mai messo, Mandela, Kennedy, Allende? Leggo anche (ma sono sempre le solite fonti di palazzo Chigi che non si sa mai se siano vere) che il Premier sia rimasto allibito per la scelta di Renzi e che abbia pronunciato questa frase: “Me lo doveva dire prima, Renzi vuole solo potere e nomine”. Buongiorno Presidente!!! Ovvio che Renzi ambisce alle nomine ed era piuttosto chiaro che avrebbe fatto questa “robetta” dopo aver incassato due ministri e un paio di sottosegretari. I sondaggi non contano nulla, contano i parlamentari che controlla e con i quali cercherà di “ricattare” questo Governo minacciando di farlo cadere (senza mai volerlo fare) se dovessero mai passare leggi contrarie agli interessi della sua ciurma. Ad ogni modo il Governo c’è e ai miei ex-colleghi, ai quali voglio bene anche quando non sono d’accordo con loro dico: NON VI FIDATE!

Anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio si schiera al fianco di Alessandro Di Battista: “Io dico a tutti: la fiducia si dimostra! E in questo caso alla prova dei voti in Parlamento e la prima prova di questo Governo è il taglio dei parlamentari. Va fatto nelle prime due settimane di ottobre. Perchè qualsiasi cosa accada, alla fine voglio poter dire a tutti che siamo riusciti in una riforma che gli italiani aspettavano da decenni. Non è una novità che io fossi quello più scettico. Ma questa ipotesi di governo ha ricevuto il record di sempre di voti sulla piattaforma Rousseau, ha anche il pieno sostegno di Beppe Grillo che ci ha riunito ad agosto per condividere questo percorso insieme a tante persone che sono pilastri del movimento e che hanno dato il loro sostegno in diverse occasioni, e ha ricevuto l’ok del 99% del gruppo parlamentare”.