Discarica Vergine Lizzano – Pericolosità e rischio ambientale

Discarica Vergine, Borraccino presenta un esposto in Procura

L’esposto di Borraccino

Presentato, in Procura a Taranto, un esposto/denuncia per rendere noto lo stato di abbandono della discarica “Vergine”, sita nell’Isola amministrativa di Taranto a confine dei comuni di Lizzano, Fragagnano, Monteparano, Faggiano e Roccaforzata.

 

Popolazioni di molte comunità sofferenti che chiedono giustamente la messa in sicurezza, la bonifica e la chiusura della discarica.

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Rammentiamo che nel 2014 la discarica veniva sottoposta a sequestro preventivo per forti e perduranti emissioni provenienti dalla stessa, attribuibili a sostanze odorigene come solfuro di idrogeno e biogas che avrebbero anche causato danni alla salute dei cittadini del limitrofo comune di Lizzano, che lamentavano disturbi respiratori, bruciori agli occhi, secchezza alla gola, nausea, vomito ed altre patologie strettamente legate alle lavorazioni della discarica e alle operazioni che avvenivano al suo interno.

 

Dal momento del sequestro tale sito è in stato di preoccupante abbandono.

Sopralluogo del NOE

In un sopralluogo, nel 2015, del NOE dei Carabinieri di Lecce, si riscontrava una massiva presenza di un liquido, poi successivamente accertato essere percolato, presente in una quantità pari a circa 5.000 tonnellate. Nonostante la “Vergine srl” fosse invitata a bonificare il sito, tutto ciò non è mai avvenuto, anzi gli impianti sono stati completamente abbandonati senza essere purtroppo messi in sicurezza. Tale situazione ha determinato e determina, ancora oggi, un grave rischio ambientale.

Le analisi dell’ARPA

L’ARPA, dopo analisi di campionamento delle acque sotterranee prelevate dai pozzi spia dell’impianto, ha documentato una situazione di altissimo livello di pericolosità e rischio ambientale, dovuta alla fuoriuscita di svariate tonnellate di percolato dal bacino di contenimento.

Un vero e proprio problema ambientale, poiché, nelle rispettive località di Fragagnano e Lizzano, si svolge attività di agricoltura e pastorizia e, inoltre, sono presenti numerosi pozzi utilizzati dai cittadini.

Chiusura e bonifica

Lo stato di cose presenta tutte le condizioni per poter procedere definitivamente con la chiusura e bonifica della discarica sita in località Palombara e la immediata chiusura post operativa della discarica Mennole che ancora oggi restano abbandonate con conseguenti gravi danni alla salute dei cittadini, di cui saranno ritenuti responsabili gli enti preposti ad intervenire.

 

Va precisato che l’azienda che gestiva l’impianto ha dichiarato di non possedere le congrue garanzie finanziarie per la messa in sicurezza, post gestione, del sito, e ad oggi non risultano interventi chiari e definitivi da parte della Provincia di Taranto rispetto al grave problema del rischio ambientale.

 

Ci sono dunque i presupposti affichè il Comune di Taranto valuti il ricorso all’esercizio dei poteri sostitutivi, in qualità di soggetto responsabile della salute pubblica all’interno dell’Isola Amministrativa di propria pertinenza, dove si trova la discarica “Vergine”, e proceda alla messa in sicurezza, per poi rivalersi nei confronti dei responsabili. La Giunta regionale, con deliberazione del 13 luglio 2017, ha destinato importanti risorse per la bonifica dei siti inquinati ed infatti attraverso un avviso pubblico, rivolto alle Pubbliche Amministrazioni, sono stati resi disponibili 68.000.000 di Euro, a cui sono stati aggiunti 70.000.000 di Euro, dalle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), relative al “Patto per la Puglia”.

 

Tali risorse possono e devono sicuramente essere utilizzate dagli organi preposti per bonificare la discarica che si trova in una situazione di grave rischio di contaminazione dell’ambiente. A tal proposito sto cercando in quest’ultimo periodo un confronto col Sindaco di Taranto al fine di valutare azioni sinergiche atte a presentare un progetto per la bonifica del sito inquinato, cosa chiestomi anche dagli amici dell’associazione AttivaLizzano, da sempre in prima fila in questa battaglia per la salute, incontrati ad agosto scorso.

 

Non è possibile che una situazione di grave rischio per la salute pubblica, come quella provocata dalla discarica “Vergine”, rimanga ancora indefinita.

 

La giustizia deve fare il suo corso perché il diritto alla salute e la tutela di beni comuni come la falda acquifera e l’ambiente hanno la precedenza.

 

Tale contesto di grave e pericoloso inquinamento ambientale, che mette in pericolo la salute pubblica e la pubblica incolumità, appare non solo grave sul piano penale dell’inquinamento ambientale, ma anche per il mancato intervento delle autorità preposte a far cessare quel gravissimo attentato alla salute pubblica.

Mino Borraccino