Discarica Vergine, i Sindaci diffidano e reclamano la salute come valore fondamentale della Costituzione

Bonifica e tutela della salute, ma la mancanza di trasparenza desta alcune perplessità

La missiva dei primi cittadini di Lizzano e Fragagnano

Bonifica e tutela della salute, ma la mancanza di trasparenza desta alcune perplessità

Al Presidente della Regione Puglia

Michele Emiliano

Al Commissario AGER

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Avv. Gianfranco Grandaliano

Al Sindaco del Comune di Taranto

Rinaldo Melucci

Lizzano, 18 giugno 2018

Apprendiamo con estremo piacere quanto deliberato dalla Giunta Regionale della Regione Puglia il 31 maggio 2018, n. 918 inerente “ Discarica Vergine – Approvazione Piano di intervento-indagini preliminari e messa in sicurezza dì emergenze. Disposizioni operative.”

Tuttavia vi sono alcuni punti che destano forte perplessità e dubbi. Ossia:

L’ inspiegabile decadenza del costituito tavolo di concertazione istituito presso l’assessorato ambiente della Regione Puglia, la cui ultima riunione si è tenuta in data 03/08/2016;

La mancata trasparenza sugli ultimi avvenimenti riportati sulla stampa di acquisizione da parte della Regione Puglia / AGER / AQP della discarica Vergine;

Il coinvolgimento dell’AGER nella definizione ed esecuzione di alcuni interventi a breve termine nonché “ di individuare ulteriori azioni tese a garantire la completa messa in sicurezza del sito” considerato che l’Agenzia Territoriale della Puglia per il servizio dei rifiuti urbani (AGER) ha funzioni specifiche nell’ambito dei rifiuti urbani e non dei rifiuti speciali e tanto meno della messa in sicurezza dei siti inquinati.

La nostra diffidenza nasce da lontano.

Dal quel lontano 18/01/2005 quando la Regione Puglia ha rilasciato il provvedimento di compatibilità ambientale per la realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi in località Palombara.

Da allora numerosi sono stati i nulla osta ed autorizzazioni comunque rilasciati dai vari Enti preposti nonostante la ostinata contrarietà dei Comuni e delle Associazioni territoriali. Contrarietà manifestata in tutte le conferenze di servizi dove sono state sempre portate all’attenzione dei vari enti le criticità progettuali, le inadempienze gestionali, la mancanza dei controlli e il malessere delle popolazioni vicine.

Il tempo poi ci ha dato ragione: nel febbraio 2014 la discarica veniva posta sotto sequestro preventivo da parte del NOE di Lecce. E’ dovuta intervenire la magistratura su denuncia delle associazioni ambientaliste, mettendo in evidenza l’incapacità degli enti preposti al controllo che sino allora si rimbalzavano tra loro responsabilità.

Per ultimo la sconcertante scoperta di inquinamento della falda di PCB, diossine, idrocarburi, ferro, con concentrazione tali da determinare il superamento delle soglie di CSC (concentrazione soglia di contaminazione). Evento questo che andrebbe indagato con estremo interesse al fine di individuare le cause dell’inquinamento considerato che appare estremamente improbabile il superamento da parte del percolato della impermeabilizzazione di base della discarica e degli strati geologici sottostanti, a meno di non ipotizzare evidenti deficienze progettuali o di realizzazione dello strato impermeabile di protezione.

Tanto premesso, in considerazione:

  • delle esecrabili e discutibili scelte adoperate in tutti questi anni da tutti gli enti sovraordinati ad esprimere pareri e rilasciare permessi, che ahimè non hanno mai operato nell’interesse dell’ambiente e della salute pubblica, e mai ascoltato le istanze dei sindaci e delle associazioni, anche quando tecnicamente motivate, per tutelare unicamente l’interesse economico dell’azienda privata;
  • degli inadempimenti ed i mancati controlli, da parte degli enti preposti, sia in fase di realizzazione che in fase operativa con le conseguenze inevitabili di quanto poi accaduto ( è sorprendente che l’impianto abbia operato in mancanza della linea di inertizzazione prevista in progetto e nella VIA, in mancanza di captazione del biogas, senza la osservanza delle prescrizioni richieste in fase di autorizzazione, ecc);
  • che è venuta meno la fiducia nelle istituzioni che avrebbero dovuto garantire la tutela della salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente,

questi enti non intendono subire passivamente e delegare più nessuno, tanto meno gli Enti che in passato, con la loro superficialità nell’esprimere pareri, dare autorizzazioni e che non hanno controllato doverosamente, hanno determinato lo stato di emergenza ambientale che ci ritroviamo.

Il nostro timore infatti è che la discarica Vergine continui ad essere oggetto di scelte esecrabili che nulla hanno a che vedere con la bonifica ambientale ma siano determinate da altre motivazioni quali l’ emergenza dei rifiuti solidi urbani della Regione Puglia.

È doveroso ricordare che la salute è tutelata come valore fondamentale dalla nostra costituzione e pur essendo la discarica in territorio di Taranto, essa risulta a breve distanza dai centri abitati di Lizzano, Fragagnano, Monteparano e Faggiano per cui tali Comuni rientrano in pieno diritto sulle scelte che si intendono fare per la bonifica del sito e per il futuro della stessa.

Inoltre è bene ricordare che il Comune di Lizzano risulta, ope legis, amministrazione interessata al procedimento autorizzativo ai sensi del comma 1.bis dell’art. 11 della L.R. 17/2007

Pertanto questi enti richiedono la partecipazione al tavolo tecnico istituito con AGER e Comune di Taranto in applicazione al principio di sussidiarietà e di leale collaborazione, al fine di condividere le scelte per gli interventi volti alla messa in sicurezza.

Siamo certi che la Regione Puglia vorrà venire incontro alla volontà di questi cittadini che vivono ogni giorno nell’incubo di questa criticità ambientale e che l’Agenzia Regionale ed il Comune di Taranto saranno sicuramente favorevoli a condividere con noi tutti i passi di questi eventi fondamentali per le nostre comunità.

Il Sindaco del Comune di Lizzano ( dott.ssa Antonietta Doria )

Il Sindaco del Comune di Fragagnano ( dott. Giuseppe Fischetti)

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