Donald Trump: armiamo gli insegnanti

Gli studenti non approvano la scelta del presidente, sono in corso manifestazioni

Il presidente degli Usa  Donald trump ha incontrato gli studenti e gli insegnanti della scuola di Parkland in Florida  che ricordiamo è stata teatro di una strage nel giorno di san valentino in cui rimasero uccise 17 persone. Durante l’incontro Trump ha ipotizzato di armare gli  insegnanti per evitare che si ripetano le stragi dentro le scuole e che possano cosi rispondere ad eventuali attacchi.

Ha preso appunti su carta intestata scritto a mano con un pennarello con la scritta “io vi ascolto”.  Sono state ascoltate varie testimonianze padri, madri, figli, disperati per aver perso i propri cari e conoscenti. Intanto alla Casa Bianca si susseguono varie manifestazioni in cui migliaia di ragazzi della Florida hanno lasciato le loro classi per ribadire il loro Mai più. Il presidente ha promesso di ascoltarli e di garantire che si lavorerà sui controlli e le  dovute verifiche per i detentori di armi o potenziali tali, ha menzionato inoltre  la possibilità di alzare i limiti di età per l’acquisto di armi, è tornato quindi a rimarcare anche la necessità di vigilare sulla salute mentale.

La riposta degli studenti non si è fatta attendere, “armare gli insegnanti non è la migliore soluzione” ha detto Nicole Hockey che ha perso il figlio Dylan di 6 anni nella strage di bambini nella scuola elementare Sandy Hook. “Gli insegnanti vanno piuttosto armati di conoscenza per prevenire queste stragi, per identificare i ragazzi a rischio prima che arrivino a quel punto, bisogna evitare le stragi.

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Samuel Zeif, studente del liceo Douglas, ha compiuto 18 anni il giorno della strage “Mi sono svegliato con la notizia che il mio migliore amico non c’era più e non capisco come sia possibile acquistare ancora   armi d’assalto”. Intanto le scuole stanno protestando contro chi diserta le ore di lezione addirittura potrebbero subire gravi ritorsioni.  Varie scuole  stanno minacciando gli studenti che hanno in programma di manifestare in tutti gli Stati Uniti per chiedere leggi più severe  sulle armi. Soprattutto in Texas. Il sovrintendente del distretto scolastico Needville Independent School, di Houston, Curtis Rhodes, ha scritto in un post su Facebook sottolineando che “chiunque partecipi a proteste di stampo politico sarà sospeso per tre giorni”, indicando che saranno tutte le scuole pubbliche della città a non tollerare le manifestazioni durante l’orario scolastico.

E ancora “ogni scelta comporta delle conseguenze che possono essere positive o negative”. Il distretto scolastico di Waukesha, in Wisconsin, ha mandato una lettera a tutti i genitori dicendo loro che gli insegnanti e i ragazzi che parteciperanno alle manifestazioni programmate per metà marzo non saranno giustificati e saranno soggetti a misure disciplinari. Da quando è avvenuta la sparatoria, in Florida gli studenti che sono sopravvissuti alla strage si sono mobilitati, non solo organizzando manifestazioni, ma anche parlando con i media, con i rappresentanti politici locali e, alla Casa Bianca, con il presidente repubblicano Donald Trump. La richiesta  quindi è quella di leggi più stringenti per l’acquisto e il possesso di armi. A loro si sono uniti per solidarietà studenti in tutti gli Stati Uniti. Il primo sciopero è atteso per il 14 marzo.