Il rischio virus è arrivato anche in Lombardia. Un medico chirurgo e un’ostetrica rimpatriati la scorsa settimana dalla Sierra Leone, dove da giugno a ottobre avevano lavorato a Pujeun per l’associazione umanitaria “Cuamm medici con l’Africa”, sono stati messi in quarantena nella loro casa (non possono incontrare nessuno, nè familiari né amici) e dovranno rimanerci al massimo fino al 10 novembre, in tutto 21 giorni (durata del periodo d’incubazione di Ebola).
Le persone sotto osservazione, da parte dell’Asl, sono Paolo Setti Carraro 65 anni, di Milano (il medico è il fratello di Emanuela, seconda moglie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, morta con lui nell’attentato del 1982), e Chiara Meretti, 30 anni, di Varese (nella foto, i due mentre visitano un bambino, ndr). Non per causa loro, mentre si trovavano al lavoro in Sierra Leone, sarebbero stati violati i protocolli sanitari necessari.
Tuttavia la stessa Asl precisa che è piuttosto basso il rischio (“intermedio” in una scala di tre, secondo l’ospedale Sacco di Milano) che i due specialisti abbiano contratto l’ebola, altrimenti verrebbero monitorati in ospedale e non in casa (ricevono tre telefonate al giorno dalla struttura). In particolare Setti Carraro e Meretti non sarebbero venuti direttamente a contatto con malati o con fluidi infetti.












