Ecco cosa sta succedendo all’Etna

Ecco cosa sta succedendo all' Etna

Nel 2018 la terra si è mossa in diverse parti del mondo, cosa accade all’ Etna?

La terra si muove in diverse parti del mondo

Nell’anno 2018, la Terra si è mossa notevolmente in diverse parti del mondo. Numerosi i terremoti e le eruzioni registrate in quasi tutto il globo terrestre.

Quando un sisma colpisce l’ Indonesia, ci fa effetto fino ad un certo punto. Non dobbiamo invece dimenticare, che anche la Sicilia, la Calabria e il Mar Tirreno meridionale, sono altrettanto pericolosi per l’ Italia.

Secondo il noto geologo italiano Mario Tozzi, l’ Etna è lo Stromboli sono i vulcani più attivi:  in media hanno un’eruzione significativa ogni due anni. Le eruzioni sono solitamente “tranquille”; i problemi derivanti possono essere causati da fratture che si aprono a quote basse.

Etna, Vesuvio e Campi Flegrei

Etna, Stromboli, Marsili, Vesuvio e Flegrei : bombe a orologeria

Se l’ Etna è un vulcano relativamente tranquillo, non lo sono  il Vesuvio e i Campi Flegrei. Sembrano essere vere ” bombe a orologeria”  sulle quali ancora oggi, si continua a costruire e a vivere affidandosi al fato, in totale spensieratezza.

I terremoti collegati alle eruzioni del vulcano sono frequenti e causano vittime e danni  come a Zafferana Etnea nel 1984. La sismicità dell’area, è principalmente scatenata dalla risalita dei gas all’interno della camera magmatica, dove vengono elaborate le lave del vulcano.

Sono anche generati da enormi frane: l’edificio vulcanico è infatti in progressivo spostamento verso lo Jonio.

Generalmente i sismi, hanno ipocentro poco profondo e magnitudo relativamente bassa, mentre i terremoti di origine tettonica, fanno della Sicilia Sud-orientale la zona più pericolosa d’Italia.

La Sicilia è seduta sopra un mare di magma

La Sicilia è seduta sopra un mare di magma

Questi terremoti sono causati dai movimenti tellurici lungo la vasta spaccatura lunga 300 chilometri, che costeggia la Sicilia orientale.

Questo tipo di terremoti sono in grado di radere al suolo una città causando migliaia di vittime: le città del sud, non sono in grado di reggere l’impatto di un terremoto devastante, basti pensare ai danni dei giorni scorsi nei paesi etnei.

Secondo recenti studi, il magma risale lungo superfici curve  a oltre 20 chilometri di profondità, prima di fermarsi nelle camere magmatiche più superficiali, alimentando nuove eruzioni.Queste “corsie preferenziali” spiegano perchè l’Etna sia cresciuto così in fretta e in modo così consistente rispetto ad altri vulcani.

La Sicilia è seduta sopra un mare di magma, è al momento niente è impossibile: non si possono escludere né nuove scosse, né eruzioni da quote più basse con apertura di nuove bocche.

Stromboli e Marsili

Il parossismo eruttivo di Stromboli, coincidente con le eruzione dell’ Etna dei giorni scorsi, ha generato fontane di lava ed esplosioni che emettono lapilli, ceneri e gas.

Lo Stromboli è un vulcano in attività da oltre duemila anni,  ma i suoi capricci, normalmente non destano preoccupazioni.

Il problema per le aree dello Stromboli, potrebbero essere gli tsunami: un’eruzione importante potrebbe portare a fenomeni di instabilità, che potrebbero innescare maremoti giganteschi.

Stromboli non ha nulla a che vedere con l’Etna: la sua attività è legata allo scontro che avviene, all’altezza di Sicilia e Calabria, fra la placca africana, che spinge da Sud, e quella europea che resiste a Nord“, spiega Mario Tozzi ” la prima placca finisce sotto la seconda, fondendo in profondità e dando luogo a terremoti profondi”.

A complicare il quadro e ad incrementare il rischio ci sono i vulcani sottomarini che, dalla Catena Palinuro al ben noto Marsili, giacciono silenziosi sui fondali davanti alla Calabria.

L’eruzione di uno di questi giganti porterebbe a tsunami catastrofici dalle conseguenze inimmaginabili.

di Monica Ellini

 

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